Sei bellissima

Che strano uomo avevo io, con gli occhi dolci quanto basta per farmi dire sempre Sono ancora tua E mi mancava il terreno quando si addormentava sul mio seno e lo scaldavo al fuoco umano della gelosia. Che strano uomo avevo io, mi teneva sotto braccio e se cercavo di essere seria per lui ero…

Le 7 note – La passeggiata: FA

Un tacco d’un centimetro di fango appesantiva il suo passo facendola avanzare sull’argine del fiume come un’astronauta sulla luna, ma con l’adrenalina che aveva in corpo avrebbe potuto trainare anche un aratro. Tanto bestia da soma già si sentiva. Tira, sbuffa, spingi, suda. Il pomeriggio era iniziato nel migliore dei modi, con un paio d’ore…

Ottobre

Ottobre era il mese più dolce I baci e le carezze sotto l’albero di limone L’uva era la nostra refurtiva preferita La vendemmia una sacrosanta tradizione di famiglia. Ottobre era il mese migliore Per scorgere i tramonti che infuocavano l’orizzonte Trafelate ci alzavamo e con disinvoltura Rientravamo in scena con le gote rosse ed una…

Le 7 note – Fischio d’inizio: MI

Il suono prolungato del fischietto dell’arbitro segna sempre il momento di uscire. Quando il campo di calcetto viene occupato dai ragazzi del dopo scuola, la signora lascia ogni attività domestica – minestrone che cuoce, calze da rammendare, fagiolini da mondare – infila il cappotto e mette il guinzaglio a Selli, il meticcio guercio con troppi…

Il racconto dell’ancella

Margaret Atwood aveva 46 anni quando nel 1985 venne pubblicato questo suo romanzo distopico. Immaginare che il futuro possa svilupparsi secondo gli aspetti più negativi della nostra società, come avviene nei testi distopici, potenziando gli aspetti liberticidi e totalitaristi, prefigurando scenari sfavorevoli, è un’operazione che ha molto a che fare con l’utopia, secondo la Atwood,…

Le 7 note – L’eredità: RE

Ispirato a una storia vera Gli odori dei legni e della vernice a olio di lino e ambra impregnavano l’aria del laboratorio e per il liutaio erano le tracce olfattive di casa, senza essere diventati per questo abitudine. Li percepiva bene ogni volta che entrava nella stanza, li inspirava, se ne riempiva le narici e…

Le 7 note – Il professore: DO

Raccontava spesso quell’aneddoto del suo passato nelle serate con gli amici, un po’ per il gusto istrionico di intrattenerli, un po’ perché quella storia apparteneva a un mondo lontano dal quale con fatica si era affrancata. Al primo piano del suo condominio, quand’era bambina, abitava un vecchio, arcigno professore che si diceva avesse avuto un…