Più li socchiudo più i miei occhi vedono

Sonetto 43. Più li socchiudo, più i miei occhi vedono, ché di cose banali non mi curo, ma se dormo, nei sogni è te che vedono, scuro bagliore, abbagliano l’oscuro. E tu che, umbratile, ombre rischiari, quale aurea forma darebbe la tua ombra al giorno chiaro – oh luce senza pari che ad occhi ciechi…

Di stare insieme

  Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento e messi in un vasel, ch’ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio;   sì che fortuna od altro tempo rio non ci potesse dare impedimento, anzi, vivendo sempre in un talento, di stare insieme crescesse ’l disio.…

Odo parole più nuove

Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su…

Guerra

Filastrocca corta corta, il porto vuole sposare la porta, la viola studia il violino, il mulo dice: – Mio figlio è il mulino; la mela dice: – Mio nonno è il melone; il matto vuol essere un mattone, e il più matto della terra sapete che vuole? Vuol fare la guerra! (Filastrocca corta e matta,…

Sogna senza dar notizie

rassegna stampa ma come cazzo sciopera un poeta? rompe le penne? la chiude nel cassetto? straccia la carta? smette di pensare? smette di suggerirti le poesie oppure sogna senza dar notizie? non s’innamora più … stramangia … dorme tranquillamente … chiude il labirinto dove i suoi ospiti lascia giocare ….. scende dai gran puntidivista e…

Notte

  E Dio gli disse: «Orsù, prendi tuo figlio,  l’unico che hai e che tanto ami, Isacco, e va’ nel territorio di Mòria, e lì offrilo in olocausto sopra a un monte che io ti mostrerò». Ma Isacco, padre catechista, cosa mai ha combinato? Ha rotto giocando un vetro del vicino? Ha strappato i pantaloni…

Mai nessun male

    Lo sai cosa vuol dire essere amici? Vuol dire che non mi tradisci mai. Che io ci credo, a tutto ciò che dici Che io mi fido, di tutto ciò che fai Vuol dire fare insieme tanta strada Vuol dire che qualunque cosa accada Io da te non m’aspetto nessun male. È questo,…

Fuggire vestigio human

Solo et pensoso i più deserti campi vo mesurando a passi tardi et lenti, et gli occhi porto per fuggire intenti ove vestigio human l’arena stampi. Altro schermo non trovo che mi scampi dal manifesto accorger de le genti, perché negli atti d’alegrezza spenti di fuor si legge com’io dentro avampi: sì ch’io mi credo…

Il lume del mio riso

Che un giorno io avessi un riso di primavera è certo; e non soltanto lo vedevi tu, lo specchiavi nella tua gioia: anch’io, senza vederlo, sentivo quel riso mio come un lume caldo sul volto. Poi fu la notte e mi toccò esser fuori nella bufera: il lume del mio riso morì. Mi trovò l’alba…

In me e fuori di me

Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me non dico che fosse come la mia ombra mi stava accanto anche nel buio non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi quando si dorme si perdono le mani e i piedi io non perdevo la nostalgia nemmeno durante…

Tu forse intendi

Pur tu, solinga, eterna peregrina, Che sì pensosa sei, tu forse intendi, Questo viver terreno, Il patir nostro, il sospirar, che sia; Che sia questo morir, questo supremo Scolorar del sembiante, E perir dalla terra, e venir meno Ad ogni usata, amante compagnia. E tu certo comprendi Il perchè delle cose, e vedi il frutto…

Sto muta

Anima, perduta anima, cara, io non so come chiederti perdono, perché la mente è muta e tanto chiara e vede tanto chiaro cosa sono, che non sa più parole, anima cara, la mente che non merita perdono, e sto muta sull’orlo della vita per darla a te, per mantenerti in vita. (Patrizia Valduga, 1998)

Privilegio

A un cuore in pezzi Nessuno s’avvicini Senza l’alto privilegio Di aver sofferto altrettanto (Emily Dickinson, 1830-1886)

Lasciatemi così

Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade Ho tanta stanchezza sulle spalle Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata Qui non si sente altro che il caldo buono Sto con le quattro capriole di fumo del focolare (Natale, Giuseppe Ungaretti, 1916)

Sebastião Salgado

Addio, due

Mangiare la polvere delle macerie delle strade dei deserti delle barche spostarla dagli occhi dalle scarpe dalle labbra sperando alla fine di riuscire a vedere un luogo uno qualunque dove la pace lo lasciasse finalmente in pace.

Sebastião Salgado

Addio, uno

Avrebbe visto le stelle, se ci fossero stati il cielo e l’erba sotto la gonna e l’umido tra le gambe. Avrebbe stretto la mano, se ci fosse stato lui vicino a quel letto sul quale stava sola. Se almeno tutti i tubi dentro e fuori dal suo corpo fossero stati una via lattea, seguirli fino…

Henri Cartier Bresson

Gli altri

Gli altri. Vi guardo senza profitto. Coincido pochissimo. Non prego, non miglioro. Alla fine, son vivo così, afferrato a questa distanza. Roberto Alperoli – Il cielo di oggi, Incontri editrice 2014

Giornata mondiale del libro 2015

La scuola elementare – oggi si dice primaria ma a me piace di più il vecchio nome – dove va mio figlio organizza ogni anno una Festa del libro in occasione della Giornata mondiale del libro. Perciò quest’anno, il 23 aprile, genitori e bambini si sono trovati a scuola per giocare, creare, parlare di libri…

Lettera a un’amica

In un momento di stanchezza rubo le parole a Guccini e scrivo a un’amica: “Vedi cara, è difficile spiegare è difficile parlare dei fantasmi di una mente. Vedi cara, tutto quel che posso dire è che cambio un po’ ogni giorno, è che sono differente. Vedi cara, certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi…