L’idealista

Cos’è un’idealista? Il vocabolario Treccani ci offre questa definizione: chi si propone un ideale e cerca di realizzarlo in pratica. Però subito dopo aggiunge anche: chi aspira a idee vaghe e astratte senza appiglio con la realtà, persona che manca di senso pratico.

Possiamo dire che il protagonista di questo romanzo – che è valso alla sua autrice il Premio Pulitzer nel 2006 – sia entrambe le cose: un uomo che agisce attivamente per realizzare il proprio ideale, ma che manca del tutto di senso pratico.

Siamo negli Stati Uniti durante la Guerra di secessione americana (1861-1865), combattuta fra gli Stati Uniti d’America (Nord) e gli Stati Confederati d’America (Sud) con l’obiettivo, tra gli altri, di abolire la schiavitù.

Il signor March è un nordista, è un cappellano ed è contrario alla schiavitù. Sposato con Marmee ha quattro figlie: Meg, Jo, Beth e Amy, le famose piccole donne del romanzo di Louisa May Alcott. E come sanno tutti quelli che hanno amato la storia delle quattro sorelle, il signor March è partito per il fronte di guerra prima del Natale e per un intero anno è rimasto lontano dalla famiglia. Le sue piccole donne restano perciò a casa ad affrontare le ristrettezze causate dalle poverissime finanze di famiglia e dal periodo difficile.

Quello che è successo durante quell’anno alle piccole donne e alla loro saggia e paziente madre già lo sappiamo. Ma cos’ha fatto invece il signor March? Geraldine Brooks, autrice de L’idealista, si infila nel vuoto narrativo lasciato dalla Alcott, per tratteggiare il ritratto di un uomo coraggioso che, proprio come nella definizione Treccani, non si accontenta di avere un ideale, ma cerca di metterlo in pratica: è contro la schiavitù perciò si arruola per andare a combatterla.

Ma l’autrice non fa sconti al nostro idealista. Forse avere abbandonato cinque donne sole, senza lavoro e senza denaro, per inseguire il proprio ideale non è stato proprio un gesto eroico. E presto il lettore si rende conto che il senso pratico non è la virtù di quest’uomo, che si muove tra gli eventi di guerra in modo impacciato e potenzialmente nocivo.

Anche il suo ruolo di capofamiglia non è svolto con intelligenza, perde scioccamente il ricco fondo di famiglia, sceglie Marmee come moglie perché è una donna vivace e indipendente, per poi vergognarsi di lei quando la vede infiammarsi nel perorare la causa degli schiavi.

Eppure cosa sarebbe ora il mondo se gli idealisti, per quanto imperfetti, criticabili o superficiali, non fossero partiti per lottare per i loro ideali. Forse il mondo ha bisogno di questi sognatori avventati, che nella quotidianità inciampano ma sanno scavalcare le montagne guardando in alto.

Geraldine Brooks (1955), è nata in Australia ma ha sviluppato la sua carriera di giornalista e scrittrice negli Stati Uniti. È stata corrispondente di guerra per il Wall Street Journal e, successivamente, per il New York Times e il Washington Post, inviata in Africa, nel Medio Oriente, nei Balcani e soprattutto nel Golfo Persico. Nel 2006 ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa con questo romanzo, pubblicato in italiano pubblicato con il titolo L’idealista e poi con il titolo: March, il padre delle piccole donne.

Geraldine, Brooks – L’idealista, Neri Pozza 2005.

4 pensieri su “L’idealista

  1. È una scrittrice, questa, molto attenta alle figure femminili e alle loro storie. Spesso nei suoi libri prevale il punto di vista delle donne. In questo il protagonista è un uomo, ma la Brooks trova il modo di farci conoscere anche i pensieri della moglie

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