I 7 giorni – Giovedì

7_giorni_Giovedì

Illustrazione di Davide Lorenzon

Il figlio del giovedì

Il giovedì, come da tradizione, il menù prevede gli gnocchi.
Questo detto della tradizione contadina pare derivi dal fatto che come tutti sanno il giovedì precede il venerdì, e il venerdì per la tradizione cattolica (le nostre radici, rammentiamocelo e facciamo finta di crederci fortissimamente, eh?) è giorno di magro.
Quindi pesce e legumi (oh, s’era detto “magro”!), e per preparare il corpo alla martirizzazione dello spirito era uso, in passato, fare scorta di energia il giorno prima.
Con gli gnocchi, che in sostanza sono patate e farina, carboidrati corretti con carboidrati.

Di canzoni sul giovedì degne di nota ce n’è una sola (decido io, con i miei gusti), che incidentalmente è stata scritta da uno dei miei autori preferiti in circostanze alquanto interessanti, con ispirazione ancora più interessante.

Il brano è “Thursday’s child”, e l’autore è David Bowie.
Il pezzo ha fatto parte di una colonna sonora che Bowie ha scritto per un videogioco nel 1999. Il progetto è piaciuto così tanto al Duca Bianco che si è prestato di buon grado a farsi riprendere digitalmente per apparire all’interno del videogioco, impersonando -lui e un altro paio di musicisti della band, un gruppo che suona.
Una autocitazione al cubo, il che dimostra ancora una volta quanto fosse eclettico Mr. David Robert Jones.

Il gioco si chiamava Omikron – the Nomad Soul, ha avuto mediocre successo (forse perché nel 1999 la grafica non era esattamente come quella attuale), ed è un mix di FPS/action/RPG e chissà cosa altro, di ambientazione fantascientifica di cui trovate traccia su Wikipedia.

Il significato del titolo del brano è stato dibattuto a lungo, l’espressione inglese “figlio del giovedì” ha diverse interpretazioni direi diametralmente opposte, ma alla fine fu Bowie stesso che spiegò che il brano gli era stato ispirato da uno dei libri che più l’avevano colpito quando era quattordicenne: la biografia di una cantante e attrice americana, Eartha Kitt, che se Google non mente ha avuto una vita decisamente interessante e varia.

Non chiedetemi cosa ci facesse questo brano nella colonna sonora di un videogame, non saprei cosa dire… Anche se in realtà a ripensare all’ambientazione e al plot del gioco alla fine non ci sta per niente male, anzi.

Il testo fa così:

All of my life I’ve tried so hard
doing my best with what I had.
Nothing much happened all the same
something about me stood apart.
A whisper of hope that seemed to fail
maybe I’m born right out of my time
breaking my life in two.

Throw me tomorrow, oh oh
Now that I really got a chance
Throw me tomorrow, oh oh
Everything’s falling into place
Throw me tomorrow, oh oh
Seeing my past to let it go
Throw me tomorrow, oh oh
Only for you I don’t regret
And I was Thursday’s child (oh oh)
Monday, Tuesday, Wednesday, born I was

Sometimes I cry my heart to sleep
nothing prepared me for your smile
lighting the darkness of my soul
innocence in your arms.

Throw me down, ah
Throw me tomorrow, oh oh
Now that I really got a chance
Throw me tomorrow, oh oh
Everything’s falling into place
Throw me tomorrow, oh oh
Seeing my past to let it go
Throw me tomorrow, oh oh
Only for you I don’t regret
And I was Thursday’s child

Monday, Tuesday, Wednesday, born I was
Thursday’s child
Monday, Tuesday, Wednesday, born I was
Thursday’s child (ah ah ah)
Monday, Tuesday, Wednesday, born I was
Ah ah ah, ah ah ah
Monday, Tuesday, Wednesday, born I was
Ah ah ah ah, ah ah ah ah, ah ah ah ah, ah ah ah ah
Monday, Tuesday, Wednesday, born I was
Ah ah ah ah, ah ah ah ah


“I 7 giorni” : testi di Barney
Illustrazioni di Davide Lorenzon CRT2
Progetto I magnifici 7

7 pensieri su “I 7 giorni – Giovedì

  1. Pingback: I sette giorni – giovedì | BarneyPanofsky

  2. «All of my life I’ve tried so hard doing my best with what I had. Nothing much happened all the same, something about me stood apart.»
    Testo molto bello per una melodia non entusiasmante che lui riesce a rendere originale cantando in minore sulla musica che suona in maggiore (quella leggera sensazione di stonatura che lui regge proprio sul confine.In effetti a lui piacevano i confini).

    Piace a 4 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...