Il mistero del London Eye

Mistero_London_Eye_coverDipende da che parte guardi le cose” dice sempre Ted, il ragazzino protagonista di questo libro. Per esempio, la grande ruota panoramica di Londra, il London Eye, gira in senso antiorario se la guardi da un lato, ma se ti sposti dall’altra parte del fiume allora la vedrai ruotare in senso orario. Ted guarda il mondo con occhi particolari, quelli di un ragazzo affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo che fa sì che nel suo cervello giri «un sistema operativo diverso da quello delle altre persone.»

Ted, insieme alla sorella Kat e al cugino Salim vogliono fare un giro sulla ruota panoramica poi, per una serie di motivi, Salim sale da solo. Ted e Kat lo vedono entrare nella cabina, poi aspettano che il giro termini e che Salim esca dalla sua cabina, ma Salim non esce. Nel senso che Salim proprio non c’è: è misteriosamente scomparso durante il giro della ruota. Una sparizione impossibile, che va contro la realtà dei nostri sensi.

La denuncia alla polizia fa scattare le ricerche ma di Salim si è persa ogni traccia. La stampa viene chiamata a casa di Ted per registrare un appello agli eventuali rapitori. La famiglia vive giorni di angoscia e Kat e Ted sentono di non poter restare con le mani in mano, cominciano perciò una loro indagine privata, sgangherata ma altamente efficiente. In effetti la particolare intelligenza di Ted contribuisce a tenere la loro ricerca sui binari della logica e porterà alla felice, e sorprendente, soluzione del caso.

La storia è molto avvincente e vi terrà incollati alle pagine. Ma in realtà il vero protagonista del romanzo è proprio Ted, è sua la voce narrante che ci racconta i fatti dal suo particolare punto di vista. Le sue relazioni sociali sono difficili, perché Ted non comprende il linguaggio del corpo: un volto sorridente e uno corrucciato per lui sono pressoché identici. Inoltre non riesce a decodificare il linguaggio simbolico, perciò non comprende le metafore, bisogna spiegargliele:

«La mamma avrebbe detto che papà aveva i capelli “preciso sputato” a Stanlio. Preciso sputato è un modo per dire esattamente uguale, ma non chiedetemi perché.»

«Sta uscendo dai binari Ben, ha detto la mamma a papà. “Uscendo dai binari”, ho ripetuto, pensando ai disastri ferroviari. Credo che la mamma stesse dicendo qualcosa sul fatto che Kat aveva bigiato. Forse uscire dai binari era un altro modo per dire “marinare la scuola”, che significa non andare a scuola quando dovresti. Ma non ho osato verificare, con la mamma di quell’umore.»

«La mamma ha detto: “Sono passati più di cinque anni, non so proprio dove se ne sia andato questo tempo.” Era come se mamma pensasse che il tempo cronologico fosse qualcosa che va e che viene, come il tempo meteorologico. Ho scosso la testa. No mamma, le ho spiegato, il tempo non va da nessuna parte.»

Ted ama le ripetizioni quindi indossa l’uniforme scolastica anche durante le vacanze e porterebbe sempre la stessa camicia se sua madre non gliela cambiasse. Anche le emozioni di chi gli sta intorno sono indecifrabili per lui. Non ha amici e non sa dire le bugie. O meglio, per lui le bugie non hanno senso, però ha capito che dirle lo fa sembrare un po’ più normale. Così come ha imparato che ogni tanto è meglio sorridere per tranquillizzare il suo interlocutore, prezioso suggerimento del suo insegnante.

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Siobhan Dowd, l’autrice di questo giallo per ragazzi che però piace anche ai grandi, è nata a Londra, da famiglia irlandese, nel 1960 e prematuramente morta nel 2007, all’età di 47 anni, a causa di un tumore al seno. Molto attiva nella difesa della libertà di espressione e contro la censura, si occupava anche di portare gli autori nelle scuole svantaggiate e nelle prigioni, nonché della tutela dei diritti dei minori. Ha scritto altri quattro libri per ragazzi e tutti, compreso Il mistero del London Eye, hanno vinto numerosi premi internazionali. Tutti i diritti delle sue opere sono destinati alla Siobhan Dowd Trust, una fondazione creata poco prima della sua morte per migliorare le possibilità di accesso alla lettura da parte di ragazzi che vivono in aree socialmente disagiate.

Uovonero

Vi lascio infine con una altro aspetto bellissimo di questo libro, la casa editrice italiana uovonero, che ha in catalogo tutti i libri di questa scrittrice, si presenta così: «Nell’uovonero siamo in tre. Proveniamo da ambiti culturali molto diversi fra di loro: Enza dalla psicologia dell’autismo, Lorenza dalla comunicazione, Sante dalla musica. Abbiamo una passione comune per i libri e per la lettura. Allora abbiamo pensato di fondere le nostre diversità, che sono la nostra ricchezza, a favore delle persone che hanno uno svantaggio nella lettura, con la speranza di condividere anche con loro la nostra passione.»


Siobhan DowdIl mistero del London Eye, uovonero 2011 (pubbl. originale 2007)

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