Le 7 note – Fischio d’inizio: MI

MI

Il suono prolungato del fischietto dell’arbitro segna sempre il momento di uscire. Quando il campo di calcetto viene occupato dai ragazzi del dopo scuola, la signora lascia ogni attività domestica – minestrone che cuoce, calze da rammendare, fagiolini da mondare – infila il cappotto e mette il guinzaglio a Selli, il meticcio guercio con troppi anni e chili addosso e poco pelo, che a fatica barcolla nella sua passeggiata quotidiana. Il nome lo ha scelto lei per via di quella canzone di quel ragazzo di Zocca che è diventato tanto famoso e che è il figlio della cugina di sua cognata che è originaria della montagna, mentre lei sta da sempre nella bassa. Comunque sulla medaglietta il nome glielo ha fatto scrivere come si legge, che lei di lingue straniere non ne sa mica niente e sua nipote ne ha riso tanto facendola anche un po’ vergognare, ma non gliel’ha dato a vedere, che l’orgoglio lo ha sempre dovuto ingoiare senza pane.

Chiuso il cancello del cortile segue la ciclabile che costeggia la vecchia scuola media in ristrutturazione, danneggiata dal terremoto del 2012, e il campo da calcetto dal quale ogni giorno viene il fischio d’inizio della sua passeggiata. Un MI, la nota del fischietto. MI. Così gli ha detto il vicino, maestro di musica, come se la cosa dovesse toccarla nel profondo. Non la tocca, ma se lo ripete ogni volta, forse perché sapere è sempre meglio che ignorare.

La Selli arranca barcollando lentamente, annusando ogni filo d’erba che spunta dalla recinzione del campo da gioco, che ha una rete più alta dietro le porte per evitare che la palla scappi in strada. Il portiere ha le mani sulla testa e segue con lo sguardo il gioco a fondo campo. Non arriva ai sedici anni e ha la pelle così nera che di sicuro non lo hanno partorito degli italiani, ma l’accento che gli esce dalla bocca, imprecando contro i compagni, è più emiliano di quello di suo genero pugliese e alla signora pare così strano che gli sembra uno di quei film americani con i doppiatori che danno le voci. I passi lenti della Selli superano l’immobilità del portiere procedendo verso il centro campo, dove la palla rotea inseguita e calciata da un miscuglio di corpi adolescenti che si spingono e urlano e alcuni hanno capelli così ricci e così neri e carnagioni scure che non sono come quelle del portiere, ma si capisce che sono di quei posti là – che lei dell’Africa non ci capisce niente – e quello col turbante però non lo sa mica da dove viene, ma quando gli danno un calcio in uno stinco gli parte un va’ a cagher che la signora capisce molto bene e le scappa da ridere, ma si sforza di rimanere seria che ai ragazzi bisogna insegnare le buone maniere. Di nuovo il fischietto suona il suo MI, il gioco si ferma. Dentro il campo la lite si fa accesa e Roberto si arrabbia con Jugroop, Abdes si schiera con Salvatore, Jonathan e Lorenzo se la prendono con Mattia che per rabbia ha buttato la palla oltre la recinzione della scuola in ristrutturazione. Intanto trottolando e annusando, Selli è arrivata alla fine del campo dove il cancello d’ingresso è aperto e ammucchiate per terra le giacche dei ragazzi stanno a raccogliere sporco, che poi le loro mamme ci lasceranno olio di gomito per pulirle, disgraziati! Un’occhiata di disappunto al mucchio di vestiti, una di rimprovero al gruppo dei ragazzi. Dal cancello esce quello col turbante che si china ad accarezzare la testa della Selli e sorride alla signora che ricambia, poi s’infila tra la rete del campetto e la recinzione della scuola.  “Mò stai attento vé a non farti male”. Da dentro al campo Mattia urla: “Tranquilla signora, quello non lo ammazza nessuno”. Lei scuote la testa e allontanandosi con la Selli bofonchia tra i denti: “‘Sti ragazzi di oggi… son tutti uguali!”


“7 Note” : testi di Katia Mazzoni
Fotografie di Filippo Maria Fabbri
Progetto I magnifici 7

19 pensieri su “Le 7 note – Fischio d’inizio: MI

  1. Molto bello questo MI, bel ritmo di scrittura, molto coinvolgente, molto colorato e molto vivace. Lascia col sorriso dell’ottimismo l’epilogo della signora che torna a casa con Selli. Finale molto più allegro di quello toccato all’omonima Sally, immaginata da quel ragazzo di Zocca.
    Applausi 🙂

    Piace a 1 persona

  2. (io, comunque, alla Selli di “quel ragazzo di Zocca che è diventato tanto famoso e che è il figlio della cugina di sua cognata che è originaria della montagna, mentre lei sta da sempre nella bassa”, preferisco di gran lunga la Selli di “quel ragazzo di Genova che è diventato tanto famoso e che è figlio dei piemonitesi che sono andati in costa da Torino”. ma quella unica e ineguagliabile versione concerto, quella con gli svizzeri nel bosco)

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...