Noa

Noa

Flower, colored bright – Fiore, colorato luminoso
I am strong, I can fight – Sono forte, posso combattere
But I don’t know – Ma non so

Tower, brick and stone – Torre, pietra e mattone
Make my way on my own – Ho costruito da sola la mia strada
But I don’t know – Ma non so

I don’t know why – Non so perché
I don’t know how – Non so come
If I can fly – Se posso volare
Can I fly now? – Posso volare adesso?
Are my wings strong enough – Le mie ali sono abbastanza forti
To bear the winds out there? – Da sopportare il vento là fuori?
I don’t know – Non lo so

Tell me it’ll never fade – Dimmi che non svanirà
And I’ll go forth unafraid – Che andrò avanti senza paura
Because I don’t know – Perché io non lo so

Show me rain and flood – Mostrami piogge e alluvioni
To cool the fire in my blood – Per raffreddare il fuoco nel mio sangue
Because I don’t know – Perché io non so

I don’t know why – Non so perché
I don’t know how – Non so come
If I can fly – Se posso volare
Can I fly now? – Posso volare adesso?
Are my wings strong enough – Le mie ali sono abbastanza forti
To bear the winds out there? – Da sopportare il vento là fuori?
I don’t know – Non lo so

Darkness – Oscurità
Edge of night – Confine della notte
You are here – Tu sei qui
I’m in flight – Io sto volando
‘Cause now I know – Perché adesso so


Noa è un’artista israeliana, nata nel 1969 a Tel Aviv in una famiglia di ebrei yemeniti, ma cresciuta a New York dove suo padre ebbe un incarico come docente universitario. Nel 2014 il suo agente ha rilasciato una dichiarazione denunciando: «l’inizio di un ostracismo in Italia che segue quello che Noa subisce da diversi anni in Israele, testimoniato anche dall’assenza totale di concerti di Noa nella sua terra a dispetto della sua fama internazionale e delle sue doti artistiche.»

Noa avrebbe infatti dovuto tenere un concerto presso il Teatro Manzoni di Milano il 27 ottobre 2014, ma questo venne cancellato in seguito alle dichiarazioni di Noa in favore di una risoluzione del conflitto tra Israele e Palestina.

Noa si era infatti espressa apertamente contro l’operato di Netanyahu, primo ministro israeliano, affermando: «Il premier israeliano non sta lavorando per la pace. Dobbiamo cambiare le cose. Prego perché possiamo avere un governo nuovo che desidera la pace e spero che, se questo avverrà, in quel momento anche i palestinesi abbiano le stesse intenzioni mettendo fine così a quel triste tango che tiene in bilico la mia terra tra speranza e delusione…»

Sul suo blog aveva condannato: «i sermoni dei rabbini Ginsburg e Lior, che parlano della morte romantica e dell’omicidio nel nome di Dio… le incredibili parole di razzismo scritte da alcuni miei connazionali, le urla di gioia quando i bambini palestinesi vengono uccisi, il disprezzo per la vita umana… Il fatto che abbiamo la stessa fede religiosa e lo stesso passaporto per me non vuol dire nulla. Io non ho niente a che fare con certa gente. Allo stesso modo, anche gli estremisti dell’altra parte sono miei acerrimi nemici… Esorto gli Arabi moderati, ovunque essi siano, a fare tutto ciò che è in loro potere per respingere l’estremismo, non ho alcuna intenzione di chiudere gli occhi dinanzi alle responsabilità nostre per il fallimento in atto… Netanyahu ha fatto ogni cosa in suo potere per reprimere ogni intervento di riconciliazione. Ha indebolito ed insultato Abu Mazen, leader della più moderata OLP, che ha più volte ribadito di essere interessato alla pace. Quando Abu Mazen ha fatto quelle dichiarazioni sull’olocausto, chiamandolo la più immane tragedia nella storia umana, lo hanno deriso e liquidato senza dargli peso. Non hanno rispettato gli accordi che essi stessi hanno firmato… Se ci rifiutiamo di riconoscere i diritti di entrambe le parti e di farci carico dei nostri obblighi, se ciascuno di noi rimane aggrappato alla propria versione, con disprezzo e sprezzo di quella dell’altro, se continuiamo a preferire le spade alle parole, se santifichiamo la terra e non le vite dei nostri figli, saremo presto tutti costretti a cercare una colonia sulla Luna, perché la nostra terra sarà così zuppa di sangue e così intasata di lapidi che non vi resterà più niente per vivere.»

«Il mio paese diventa nazionalista e razzista ogni giorno di più e io non voglio diventare così. Pago un prezzo alto per questo, concerti cancellati, minacce alla mia vita e cose anche peggiori.»

Nel 1986, una giovane Noa diciassettenne alla ricerca di se stessa, era rientrata in Israele e aveva prestato il servizio militare obbligatorio di due anni. In quella esperienza tuttavia non aveva trovato ciò che stava cercando: le sue radici, la sua identità, ma solo un maggiore senso di smarrimento. Conobbe però un medico pediatra del quale si innamorò e che sposò avendo poi tre figli insieme a lui.

Nel 1991 inizia, a ventidue anni, la sua carriera di cantante ed è soprattutto l’Italia ad apprezzarla e tributarle premi e riconoscimenti: artista per la pace, premio della critica Mia Martini, premio Tenco, voce del Mediterraneo, premio Riccio d’argento. Duetta con Eugenio Finardi, Pino Daniele, Andrea Parodi, Antonello Venditti, Carlo Fava. Canta La vita è bella di Nicola Piovani. Pubblica un album intitolato Noapolis (2011) in cui riprende alcuni brani della canzone classica napoletana.

Il Quirinale la insignisce dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia.
La FAO la nomina Ambasciatrice di buona volontà.

Ernesto Assante, in un intervista per Repubblica del 2014 – in occasione dell’uscita del suo ultimo album Love medicine – le domanda: «È difficile in un momento come questo parlare d’amore?». La cantante risponde: «No, il mondo ha un bisogno disperato di una medicina d’amore. Per colpa dell’avidità, siamo ossessionati dalle cose che abbiamo, siamo tutti in un enorme e internazionale egotrip. Io non ho pazienza per questo genere di cose, non riesco a relazionarmi con persone che pensano troppo a se stesse o hanno un concetto troppo elevato di se stesse, ossessionate dal proprio culto presunto. Puoi prenderti cura di te stesso, è giusto, ma devi prenderti cura anche degli altri, almeno quanto prendi cura di te stesso, se non di più, tanto tutto torna in ogni caso. Credo nella generosità di spirito e la musica di questo tratta, sono una persona politica, parlo chiaro, vengo criticata nel mio paese per le posizioni che prendo, sono combattiva; ma con la musica non è così. Se voglio scrivere un articolo su un giornale o su un blog lo faccio ma la musica è un luogo interiore completamente diverso

In questo video del 1995 Noa ha 26 anni ed esegue una delle prime canzoni che l’hanno portata al successo, I don’t know.

Nel 1915 Salvatore Sini, avvocato sardo, scrisse la poesia in lingua sarda A diosa (La dea), più conosciuta come No potho reposare. Messa in musica nel 1920 col tempo di valzer inglese entrò a far parte del repertorio di musica sarda, eseguita ininterrottamente fino a oggi. Noi la conosciamo soprattutto grazie alla versione dei Tazenda di Andrea Parodi e Noa ce la propone qui in un concerto di Natale tenuto nel 2010.

No potho reposare amore ‘e coro – Non posso riposare amore del mio cuore
Pensende a tie so d’onzi momentu – Sto pensando a te ogni momento
No istes in tristura, prenda ‘e oro – Non essere triste, gioia d’oro
Né in dispiaghere o pensamentu – Né in dispiacere o pensiero
T’assicuro che a tie solu bramo – Ti assicuro che bramo solo te
Ca t’amo forte, t’amo, t’amo e t’amo – Perché ti amo forte, t’amo, t’amo e t’amo

Si m’essere possibile d’anghelu – Se mi fosse possibile dell’angelo
S’ispiritu invisibile piccabo – Prenderei lo spirito invisibile e
Sas formas e furabo dae chelu – Le sue forme, ruberei dal cielo
Su sole e sos isteddos e formabo – Il sole e le stelle e creerei
Unu mundu bellissimu pro tene – Un mondo bellissimo per te
Pro poder dispensare cada bene – Per poterti regalare ogni bene

No potho viver no senz’amargura – Non posso certo vivere senza amarezza
Luntanu dae tene amadu coro. – Essendo lontano da te cuore amato.
A nudda vale sa bella natura – A nulla vale la bella natura
Si no est accurtzu su meu tesoro – Se il mio tesoro non mi è accanto
E pro mi dare consolu e recreu. – A darmi consolazione e ristoro.
Coro, diosa amada prus ‘e Deus – Cuore, dea amata più di Dio

T’assicuro che a tie solu bramo, – Ti assicuro che bramo solo te
Ca t’amo forte, t’amo, t’amo e t’amo – Perché ti amo forte, t’amo, t’amo e t’amo

Annunci

5 pensieri su “Noa

  1. sempre preziose queste brevi monografie di cantanti che, purtroppo, non hanno oggi la visibilità che avrebbero meritato – anche, come noa, per ragioni politiche. bravissima cantante, ma ormai non ho dubbi sulla concordanza dei gust musicali 🙂
    p.s. bella anche la versione di no potho reposare, anche se quella di andrea parodi per me rimane “da brividi”, inarrivabile

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...