Smashed

Gandini Juggling 2013

Smashed significa frantumato. Io ricordo ancora l’ebbrezza della prima volta in cui, con la fremente eccitazione del proibito, commisi l’inconcepibile gesto di frantumare una dietro l’altra diverse bottiglie di vetro dentro la prima campana di raccolta comparsa vicino a casa. Ecco, questo spettacolo, “un tea party al quale siete stati cordialmente invitati”, termina con teiere, tazze e piattini fracassati dai nove giocolieri in scena. La gioia di rompere le cose.

La Gandini Juggling (in italiano Giocoleria Gandini) è una compagnia di circo contemporaneo fondata a Londra nel 1992 da Sean Gandini, giocoliere, e Kati Ylä-Hokkala, campionessa finlandese di ginnastica ritmica. Nei loro lavori fondono l’arte della giocoleria con la danza postmoderna e il teatro. Dichiarano di mirare a “riposizionare la giocoleria come forma d’arte versatile, coinvolgente e malleabile per i nostri tempi, impegnandosi in un dialogo complesso con il pubblico, esigendo il coinvolgimento degli spettatori, superando le barriere culturali e stimolando l’immaginazione. Il tutto assumendo una maturità reciproca e infondendo allo spettatore un’intelligenza interrogativa.

Smashed_7

Questo spettacolo nasce nel 2010 e da allora non cessa di essere replicato in tutto il mondo. Ispirato al celebre Kontakthof di Pina Bausch, Smashed indaga: il rapporto tra i sessi sempre in bilico tra attrazione e conflitto; la ricerca del contatto con l’altro; pittoreschi ma inquietanti tè pomeridiani. I nove giocolieri in scena sono corpi che si muovono nello spazio e formano relazioni con quello spazio e con gli altri corpi. La scena è invasa da ottanta mele (le migliori da maneggiare sono le Royal Gala, parola di Sean Gandini) che riempiono scenograficamente lo spazio e che sono le protagoniste di questa esibizione.

A sinistra un’immagine di Smashed, a destra una di Kontakthof. Le analogie, come si vede, sono fortissime: gli uomini si raggruppano intorno alla donna, allungando le mani per toccarla e manipolarla, piegandole un braccio, inclinandole la testa, comprendole gli occhi. Ma, mentre in Pina Bausch gli aspetti complessi e inquietanti di questa scena sono dominanti, in Smashed i gesti sono amplificati e, in un certo senso, quasi ridicoli.

Sean Gandini: «Quello che ho trovato interessante è che mentre la stavamo provando la scena era molto sinistra, inquietante. Perciò ero un po’ nervoso la prima volta che l’abbiamo proposta al pubblico. Ma, incredibilmente, la gente ha riso e la scena è diventata divertente. Non sapevamo che Smashed fosse divertente. In un certo senso è stato un sollievo. Poi però, l’ultima sera, il pubblico invece era serio. Avevamo fatto sette spettacoli che erano divertenti e improvvisamente lo spettacolo non era più divertente. Tutti noi eravamo disorientati. Il fatto è che la prima volta che proponi qualcosa non sai se è divertente o se invece è seria, in un certo senso è il pubblico che te lo dice, e poi ti abitui a ciò che fa il pubblico ed esegui lo spettacolo secondo quello che ti sembra gli spettatori stiano provando».

La colonna sonora, altra fondamentale protagonista di questo spettacolo muto, lo riempie e accompagna, spaziando dalla musica classica di Bach al repertorio music hall degli anni ’30.

Questo video è un breve trailer di due minuti e mezzo nel quale potete farvi un’idea di questo spettacolo e magari, la prossima volta che ricapita in Italia, acchiapparlo al volo (qui le date dei vari tour della compagnia).

 

Sean_Gandini_Kati_Ylä_Hokkala

Sean Gandini e Kati Ylä Hokkala

Smashed – regia di Sean Gandini e Kati Ylä-Hokkala per la compagnia Gandini Juggling, 2010

8 pensieri su “Smashed

  1. meraviglia. compagnie come queste sono la dimostrazione della differenza tra un artista e un giocoliere puro. un grande giocoliere fa spettacolo se giocola con 9 palline a occhi chiusi: tanto di cappello, complimenti al gesto di bravura, ma la seconda volta in cui lo vedi l’emozione è ridotta del 50%, ta terza è quasi azzerata.
    un grande artista invece usa tre palline quando sono tante, ma con quelle ti inchioda perché dietro al gesto c’è il riempire la scena con l’idea, con l’emozione. un esempio su tutti è questo: https://www.youtube.com/watch?v=5uaBBl3gXRs (purtroppo in bassa risoluzione, ma rende l’idea)

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...