Le 7 virtù: Carità (Amore)

Illustrazione di Davide Lorenzon

Illustrazione di Davide Lorenzon

 

Si guardava allo specchio e vedeva un uomo vecchio. Non anziano, non proprio, avrebbe potuto essere ancora piacente, quasi prestante. Ma la barba di qualche giorno, i capelli un po’ unti, il colletto consumato e lo sguardo spento lo qualificavano per quello che era, un essere inutile a se stesso e al mondo. La sua vita era diventata di una noia mortale e magari fosse morto davvero, non gli sarebbe dispiaciuto. Ma era troppo presto, non si muore a sessantotto anni con la sua salute perfetta, lo sapeva. Aveva avuto un lavoro e tutti i giorni che Dio mandava in terra li aveva passati sempre nello stesso ufficio, anni e anni a timbrare e protocollare i documenti dell’ente che lo pagava. C’era chi gli diceva che avrebbe meritato una medaglia per la fedeltà a quel lavoro così poco interessante, ma a lui piaceva la ripetizione dei gesti, gli dava sicurezza sapere che la sua responsabilità era limitata e svolgeva le sue mansioni con diligenza e serenità. Tornato a casa si preparava un pasto leggero e poi accendeva la tivù. Per i capricci della carne si concedeva raramente una donna a pagamento e una volta alla settimana, sempre di sabato sera, andava al cinema. Si sedeva nella sala buia circondato da persone di tutti i tipi, coppie, vecchi, ragazzi rumorosi e a volte bambini. Nessuno gli dava fastidio e lui guardava tutti con una curiosità distaccata, come se quello fosse già il film. Ogni domenica andava alla messa e si fermava sempre a salutare il parroco, che ogni volta si informava sulla sua salute. In generale era stato fortunato, perché la vita non lo aveva mai messo alla prova, se ne rendeva conto e restava quieto nel suo mondo piccolo. La sua vita era stata così e non aveva mai desiderato niente di più. Ma ora, con la pensione, le cose erano diverse. Sentiva una fastidiosa inquietudine pungerlo nel petto, specialmente quando cercava di addormentarsi, gli impediva di riposare bene. Non gli era mai capitato prima e non riusciva a capire cosa fosse. Aveva cominciato a tormentarlo anche di giorno, quando usciva di casa per la sua passeggiata mattutina e si vedeva riflesso nelle vetrine, qualcosa si stringeva dentro e lui si sentiva a disagio. Forse avrebbe dovuto curare di più il suo aspetto, ora che non aveva più l’appuntamento quotidiano con i colleghi si trascurava, l’igiene personale ne aveva risentito. Ma poi tornava a casa e del suo aspetto non gli importava più. Col passare del tempo diventò sempre più cupo, il panettiere se n’era accorto e gli aveva chiesto se fosse successo qualcosa. Neanche i programmi televisivi gli sembravano più così importanti. Ormai si annoiava anche con i quiz delle sette.
Sospettava fosse la coscienza che lo rimproverava per la sua inutilità, e non bastavano le preghiere e la domenica santificata a quietarla. Avrebbe dovuto dare un senso alla vita che aveva.
All’ufficio del volontariato lo iscrissero all’elenco di quelli da formare, cinque serate, dieci ore di lezione. Si ritrovò in aula con altri pensionati e qualche ragazzo ma fare amicizia non gli era mai interessato. Si concentrò sull’imparare il suo compito. Lo assegnarono alle attività del negozio per i poveri: raccolta e distribuzione di prodotti alimentari a chi si presentava munito di una tessera speciale che funzionava a punti. Lui scelse di stare nel retro, da solo nello stanzone del magazzino si sentiva al suo posto: riordinare gli scaffali, segnare i mancanti, sollecitare i ritardi, compilare liste. Non era bello come al suo vecchio ufficio protocollo ma adesso sì che stava di nuovo bene.

“Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o un cembalo che tintinna. Se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente.”
(Inno all’amore, 1 Corinzi 13, 1-3)


“7 Virtù” : testi di Trattodunione
Illustrazione di Davide Lorenzon CRT2
Progetto I magnifici 7

14 pensieri su “Le 7 virtù: Carità (Amore)

  1. La carità è la virtù che rende tali tutte le altre! Non c’è fede, né speranza né tantomeno giustizia senza amore. E l’esempio dell’amore lo dà Gesù nel Vangelo, non solo nel donare la vita ma anche nell’insegnare il Per-Dono: dovrai perdonare 70 volte 7… cioè sarai per sempre un debitore in debito con l’Amore, ma non c’è altra strada che imparare ad amare l’ Amore, un amore paradossale e che ci trascende sempre nonostante tutto…

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  2. Pingback: Le 7 virtù | Tratto d'unione

  3. però aveva ragione lui: non sentiva il bisogno di essere caritatevole ma di togliersi di dosso quella patina di inutilità che lo inquietava. e il volontariato era la via più semplice per ottenere quanto dsiderava.
    bel ritratto di un vecchio che ha sempre avuto orizzonti limitati.
    ml

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    • Non ne sente il bisogno, ma dovrebbe, perché tutte le domeniche a messa sente parlare di amore, gli viene insegnato che senza amore, o carità se preferisci, è la stessa cosa, senza amore, dicevo, ogni azione e nemmeno la più grande fede gli servirà, perché non sarà altro che un rame che suona a vuoto. Perciò, davanti al suo Dio, bada bene: il suo, lui non ha ragione

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