Le 7 virtù: Fede

Illustrazione di Davide Lorenzon

Illustrazione di Davide Lorenzon

A Francesca R. C.

Mamma ho paura del buio, lasciami la porta aperta di notte.
Ma poi senti la tv dalla cucina e ti disturba.
Non mi dà fastidio, lasciala aperta.
Così la madre torna alla sua serata tra adulti e la bambina resta nel suo letto. Deve dormire. È ora. Le coperte sono rincalzate per bene, la mamma ha fatto con cura il suo lavoro, non deve restare nemmeno una fessura. La testa è l’unica parte del corpo che può sporgere dalla chiusura ermetica delle coltri, perché l’uomo col turbante e la scimitarra non gliela taglierebbe mai la testa. Lui taglia solo dita, mani e piedi. Così infagottata si sente ben protetta e al sicuro. Nemmeno quelli che si acquattano sotto il letto potranno risalire fino a lei. Il problema si pone solo se durante la notte ha bisogno di alzarsi, allora sì che una mano con le unghie appuntite può spuntare ad afferrarle la caviglia appena tira fuori la gamba. C’è un bel caldino nel letto. Dal corridoio arrivano le luci fluttuanti della tv e parole incomprensibili in lontananza. Guarda la sua lampada sul comodino e si sente rilassata. Gli occhi si chiudono, dolcemente si addormenta.

Poi, all’improvviso, una grande luce la sveglia. Sulla soglia della porta della camera fiammeggia un chiarore freddo, agghiacciante. È il fuoco, lingue alte, spaventose minacciano di inondare la stanza. La bambina ha gli occhi sbarrati dall’orrore, l’istinto la spinge a tirarsi fuori dal bozzolo della trapunta e scappare ma la paura la blocca. Non può rischiare di farsi assalire dal feroce saladino. Mettere giù i piedi poi, quelle braccia nere come ombre si scaglierebbero a fermarla facendola cadere sul pavimento e sarebbe la fine per lei, resterebbe in balìa di quei fantasmi feroci. Immobile guarda terrorizzata le fiamme guizzare sulla porta della sua camera. Sono rosse e gialle e arancioni e blu, le riconosce, le vede tutti i giorni nel caminetto della nonna, ma questo fuoco è molto più grande, è alto come una persona e non scalda. Urla disperatamente e chiama la mamma. Dall’altra stanza, senza alzarsi dal letto nel quale già dormiva, la mamma le risponde. Mamma vedo il fuoco, è sulla mia porta. No tesoro, la vedo da qui la tua porta e il fuoco non c’è. Ma io lo vedo mamma. No non c’è, sono sicura, è solo un brutto sogno, dormi che è notte fonda. Ma la bambina non riesce a distogliere lo sguardo da quel fuoco, come mai la mamma non lo vede, è così enorme. Lo fissa paralizzata, i suoi occhi sono conficcati in quelle fiamme che non stanno ferme mai, nervose frenetiche si muovono aggressive. E lì in mezzo c’è qualcosa di immobile. Lo vede, mimetizzato nelle fiamme c’è qualcuno, sono occhi rossi e gialli che ridono cattivi, di un sarcasmo gelido, guardano proprio lei, non entra nella stanza quella “cosa”, resta sulla soglia, in attesa. Non ha fretta, vuole me, è venuto a farsi vedere, a farmi sapere che è pronto a prendermi, mi sta aspettando. La bambina chiude gli occhi, sente su di sé quello sguardo mortale ma si sforza di pensare a qualcosa di bello che la aiuti a scacciare la paura. Immagina un prato, una parete dipinta di verde, un bebè nella sua culla bianca, purezza e bontà di una vita appena nata. Però la notte seguente quell’essere orribile torna, poi ancora quella dopo. Lei si trattiene, cerca di resistere al terrore, ormai sa che la sua mamma non vede quelle fiamme, non vede quegli occhi che la fissano e la vogliono. È lì per lei e non se ne va, continua a tornare, ogni notte. Non è un sogno, quella creatura malvagia la sveglia e poi resta lì a guardarla.

Una notte la bambina urla di nuovo, l’orrore è troppo forte, chiama ancora la madre. Lo vedo ancora mamma, è sempre sulla mia porta e mi guarda, è cattivo mamma, è il più cattivo. La madre, infastidita e mezzo addormentata le dice di smetterla, sono solo brutti pensieri e se proprio è il diavolo allora tu di’ le preghiere e vedrai che lui se ne andrà. Le preghiere! La bambina non ci aveva pensato, infila la testa sotto le coperte e si affretta a fare il segno della croce, nel nome del padre, del figlio e dello spirito santo, padre nostro che sei nei cieli liberaci dal Male. Ave Maria piena di grazia prega per noi adesso. Continuò la bambina, con gli occhi chiusi, ancora e ancora, tutte le preghiere che conosceva, rivolgendosi direttamente a Dio, signore mandalo via, è cattivo salvami da lui signore amore.
Dopo quella notte di preghiere non rivide mai più quegli occhi feroci di belva in agguato pronta a scagliarsi su di lei.

Quella bambina, così capace di fede, così brava a credere a una realtà invisibile e avvolta nell’oscurità, si laureò in Fisica e si abituò a pensare all’esistenza come alla necessità di prove e verifiche, seppe che l’anima non ha peso e che esistono molti modi per smaltire il proprio corpo ormai privo di vita. Fu un’adulta felice, amò ed ebbe due figli i quali, da bambini, dicevano che la mamma di lavoro faceva la cercatrice di particelle, anche se non capivano cosa volesse dire. Ma lei raccontava loro che, insieme ai suoi colleghi, cercavano le parti più sfuggenti della materia, la materia oscura, esploravano l’infinitesimale, ciò che di più piccolo esiste nell’universo. Ma l’universo è infinito mamma. Sì, ma noi stiamo cercando quella particella che riempie l’universo e dà forma alle cose. Non c’erano spiegazioni che i piccoli potessero concepire sulla composizione scientifica della creazione e bosone sembrava loro un buffo nome da clown. Ma quando infine quella minuscola parte di materia fu finalmente rilevata, quasi cinquant’anni dopo essere stata teorizzata, tutto il mondo festeggiò e premiò la fede con la quale per mezzo secolo avevano continuato a credere che fosse possibile trovarla, quella dannata particella di Dio.


“7 Virtù” : testi di Trattodunione
Illustrazione di Davide Lorenzon CRT2
Progetto I magnifici 7

15 pensieri su “Le 7 virtù: Fede

  1. Sei riuscita a rendere l’angoscia di quella bambina, l’orrore delle paure più irrazionali e il sollievo di una soluzione tanto semplice quanto impensata (oltre all’indifferenza colpevole ma forse inconsapevole degli adulti). Bella l’immagine di Davide

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