Le 7 virtù

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L’autrice della prima serie dedicata al numero sette sono io, Tratto d’unione. Mi sono avventurata nel territorio ampiamente esplorato e, tuttavia, ancora spaventosamente selvaggio, delle famose 7 virtù.

Mi sono domandata che cosa significhi avere fede oggi, in un mondo dove tutto è a portata di mano, dove c’è – o presto ci sarà – una spiegazione per tutto e la scienza conduce ordinatamente le nostre coscienze. Ho scoperto quanto sia borderline la virtù della speranza e mi sono chiesta quanto sia lecito abusarne. La carità oggi ha un nome di gran moda, noi la chiamiamo amore, smarrendo forse in questo modo la connotazione altruistica e il senso della proiezione verso l’altro che questa virtù comporta. La fortezza non è certo un luogo nel quale restare rinchiusi, anzi, al contrario è la spinta che ci arma di coraggio verso il mondo e ci permette di affrontare anche le nostre paure, magari verso ciò che è diverso. E che dire della virtù più demodé di tutte, la temperanza, quando basta un clic per accedere a sterminati territori di lussuria, quando ad ogni ora del giorno e della notte i media ci propinano ricette per soddisfare la nostra gola. In uno spazio vitale sempre più ristretto, nel quale sgomitare per affermarsi sembra l’unico modo per esistere, la temperanza ci suggerisce di evitare un’esplosione orizzontale del sé, ma di esplorare una verticalizzazione di noi stessi, in profondità e verso le altezze. La prudenza poi è ormai classificata virtù da sfigati: il nostro è tempo di sport estremi, idee estreme, convinzioni assolute, l’assertività è scambiata per sicurezza, la spregiudicatezza considerata intelligenza. E, infine, la giustizia, virtù sempre lodata, territorio nel quale nessuno osa sussurrare foss’anche la più velata critica; non basta che sia rispettata, la giustizia deve trionfare, regna su di noi e ci guarda dall’alto. La giustizia ci impone dei limiti. E se, in fondo in fondo, non ci piacesse? Sarà perché ci fa sentire stretti, a termine, che, tutto sommato, la combattiamo?

Sette storie diverse per sette personaggi: una bambina tenace, un medico giovane, uno scapolo arido, un bambino coraggioso, una moglie semplice, un manager riflessivo e un marito potente. Affrontano i temi delle virtù nella loro vita di tutti i giorni, nei piccoli grandi eventi che toccano le loro giornate. E vien da chiedersi quanto siano consapevoli di applicarle a se stessi, di esserne pervasi o, forse, di non possederne neanche una briciola.


“7 Virtù” : testi di Trattodunione
Illustrazione di Davide Lorenzon CRT2
Progetto I magnifici 7

20 pensieri su “Le 7 virtù

  1. Mi sono sentita un po’ colpevole della nascita di questa serie poichè il primo post è uscito dopo una serata insieme dove il sette è uscito a proposito dei veggenti di Medjougorie. E sicuramente la fede e soprattutto la speranza e l’idea di abusarne o meno nasce dal dramma che stiamo vivendo.
    Buone esplorazioni.

    Piace a 1 persona

    • La speranza è la virtù alla quale ci si rivolge proprio quando il dolore entra nelle nostre vite. La speranza la cerchiamo quando abbiamo bisogno della forza per andare avanti. Io ho esplorato tutte e sette le virtù dal mio punto di vista che, come sai, non è religioso. E il racconto che leggerai sulla speranza mette in luce una sfumatura “critica” della speranza, quando ci chiediamo cosa sia giusto sperare.
      Ma nel tuo caso non ci sono dubbi, persino io so cosa spero per te!!! ❤

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  2. Pingback: Nel 2018 I magnifici 7 | Pendolante

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