Malarazza

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Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? – Tu ti lamenti, ma che ti lamenti?
Pigghia nu bastoni e tira fora li denti! – Prendi un bastone e tira fuori i denti!

Nu servu tempu fa d’intra na piazza – Un servo tempo fa in una piazza
Prigava a Cristu in cruci e ci dicia: – Pregava Cristo in croce e gli diceva
“Cristu, lu me padroni mi strapazza – Cristo, il padrone mi strapazza
Mi tratta comu un cani pi la via – Mi tratta come una cane di strada
Si pigghia tuttu cu la sua manazza – Si prende tutto con le sue manacce
Mancu la vita mia dici che è mia – Dice che nemmeno la mia vita è mia
Distruggila Gesù sta malarazza! – Distruggila Gesù questa razza infame
Distruggila Gesù fallu pi mmia!” – Distruggila Gesù, fallo per me

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? – Tu ti lamenti, ma che ti lamenti?
Pigghia nu bastoni e tira fora li denti! – Prendi un bastone e tira fuori i denti!

E Cristu gl’arrispunni dalla cruci: – E Cristo gli risponde dalla croce
“Forsi si so spizzati li to vrazza? – Ti si sono forse spezzate le braccia?
Cu voli la giustizia si la fazza! – Chi vuole giustizia se la faccia!
Nisciuni ormai chiù la farà pi ttia! – Nessuno ormai la farà più per te!
Si tu si un uomo e nun si testa pazza, – Se sei un uomo e non una testa pazza
Ascolta beni sta sentenzia mia, – Ascolta bene questo mio consiglio
Ca iu ‘nchiodatu in cruci nun saria – Perché io non sarei inchiodato in croce
S’avissi fattu ciò ca dicu a ttia. – Se avessi fatto quello che dico a te
Ca iù ‘inchiadatu in cruci nun saria!” – Non sarei inchiodato in croce

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? – Tu ti lamenti, ma che ti lamenti?
Pigghia nu bastoni e tira fora li denti! – Prendi un bastone e tira fuori i denti!

Ah, se n’a stu monnu c’è la malarazza – E se a questo mondo c’è sta razza infame
Cu voli la giustizia si la fazza. – Chi vuole la giustizia se la faccia

Ginevra Di Marco è nata a Firenze nel 1970. Si impone all’attenzione del pubblico quando, nel 1993, partecipa all’album Ko de mondo dei CSI  e diventa la voce femminile del gruppo a fianco di Giovanni Lindo Ferretti. Il tastierista dei CSI era Francesco Magnelli, che sarebbe poi diventato compagno di vita di Ginevra Di Marco e con la quale avrebbe proseguito  il suo percorso artistico. Insieme cominciano una profonda e intelligente ricerca fra i canti popolari, quelli che raccontano gli umili, i dimenticati dalla storia. Nel 2009 il loro album Donna Ginevra vince la Targa Tenco per la migliore interprete; contiene canzoni provenienti dalla tradizione popolare albanese, italiana, rom e una curiosa canzone intitolata Il crack delle banche, testo di fine ottocento sullo scandalo della Banca di Roma che sembra uscita dalle cronache dei giorni nostri.

La canzone che vi propongo è Malarazza, una canzone che Domenico Modugno ha scritto nel 1976 partendo dalla poesia di un anonimo siciliano pubblicata nel 1857, la quale a sua volta risale a un canto di lotta risalente al ‘500.
Il video che avrei voluto proporvi era un live registrato durante lo spettacolo L’anima della terra vista dalle stelle, tenutosi nel 2011 nella rocca Sillana di Pomarance, in provincia di Pisa. Tuttavia non posso condividerlo qui perché, a quanto pare, questo video, che avevo trovato su YouTube, è privato. Perciò vi dovete accontentare di quest’altro video, nel quale purtroppo della cantante possiamo solo sentire la voce.

 

A maggio di quest’anno è uscito il suo ultimo lavoro: La rubia canta la negra, che in spagnolo è un gioco di parole che significa La bionda canta la nera. Questo album è infatti dedicato a Mercedes Sosa – soprannominata La negra – famosa cantante argentina, morta nel 2009 all’età di 74 anni e divenuta simbolo della lotta per i diritti civili e contro la dittatura.
Brani famosi della Sosa sono qui riarrangiati e cantati da Ginevra Di Marco, che accoglie l’eredità della Negra per dar voce nuovamente ai perdenti, ai perseguitati, all’ingiustizia, con una intensa capacità interpretativa e un profondo impegno sociale.
La canzone che vi propongo è uno dei tre inediti contenuti nell’album, Fuoco a mare, testo scritto per Ginevra Di Marco dallo scrittore fiorentino Marco Vichi.

 

Fuoco a mare

La chiamano donna Ginevra e guarda sempre verso il mare
Se ascolti il vento che soffia forte in lontananza senti cantare
Se ascolti il vento muover le foglie in lontananza senti cantare
Parole di malinconia, sono parole di dolcezza
Quando la notte scende leggera canta il dolore e la tristezza
Quando la notte scende leggera canta il dolore e l’ingiustizia
La voce dei perdenti, la voce dei vincenti
È l’eterna lotta del canto d’amore e in lontananza senti soffrire
Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
Raccontano la vita, consolazione è la fantasia
Quello che resta è un po’ di speranza
In lontananza senti cantare
Non si abbandona mai la speranza
In lontananza senti cantare
La voce dei diversi, la voce dei perdenti
Nelle lunghe notti prendono fuoco
Sono le stelle del disincanto
Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
La voce dei perdenti, la voce dei vincenti
È l’eterna lotta del canto d’amore e in lontananza senti soffrire
Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
E in lontananza senti cantare

 

4 pensieri su “Malarazza

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