It’s a man’s world

Christina_Aguilera

This is a man’s world, this is a man’s world
Questo mondo è dell’uomo
But it wouldn’t be nothing, nothing without a woman or a girl
Ma sarebbe niente senza una donna o una ragazza

You see, man made the cars to take us over the road
L’uomo ha fatto le auto per andare sulle strade
Man made the train to carry the heavy load
Creato il treno per i grossi carichi
Man made electric light to take us out of the dark
L’elettricità per farci uscire dal buio
Man made the boat for the water, like Noah made the ark
Le navi per l’acqua, come Noè l’arca

This is a man’s, man’s, man’s world
Questo mondo è dell’uomo
But it wouldn’t be nothing, nothing without a woman or a girl
Ma sarebbe niente senza una donna o una ragazza

Man thinks about our little bitty baby girls and our baby boys
L’uomo pensa ai bambini
Man made them happy, ‘cause man made them toys
Li fa felici creando i giocattoli
And after man make everything, everything he can
E dopo aver creato tutto quello che poteva
You know that man makes money, to buy from other man
L’uomo ha creato il denaro per comprare da altri uomini

This is a man’s world
Questo mondo è dell’uomo
But it wouldn’t be nothing, nothing, not one little thing, without a woman or a girl
Ma sarebbe assolutamente niente senza una donna o una ragazza
He’s lost in the wilderness
Lui sarebbe perso nel deserto
He’s lost in bitterness
Perso nell’amarezza
He’s lost lost
Perso

Christina Aguilera (1980) ha una voce eccezionale che alcuni esperti hanno definito in questo modo: «Scura, il registro basso è leggero e stanco, il registro di belting (registro di petto portato in acuto) è ampio e completo, ma molto graffiante; la voce di testa, come il registro di fischio, sono leggeri, perfetti e vivaci. La sua estensione vocale si estende da un Do3 a un Do#7, quattro ottave e mezza nota. Possiede un grande arsenale di buone tecniche. Il suo trillo è solido, ha una grande padronanza dei melismi, e può sostenere note molto lunghe.»

Ecco. Non avrei saputo dirlo meglio, anzi, in verità non avrei saputo dirlo affatto. Anche la Aguilera è una “bambina prodigio”, una di quelle cantanti che già dall’infanzia canta e partecipa a trasmissioni e viene coccolata dalla Disney. Ma il fatto è che con quella voce Christina può veramente scegliere. Dopo il primo album bubblegum pop pubblicato a diciannove anni, Christina cambia stile, genere e anche look e nel secondo album canta brani soul, rock, R&B e hip hop e propone testi più impegnati su femminismo, sesso e indipendenza. Nel terzo album, siamo ormai nel 2006 (la Aguilera ha ventisei anni) altro cambiamento, qui affronta il jazz, lo swing jazz e il blues.

Figlia di una musicista di origni irlandesi e di un militare di origini equadoriane, durante l’infanzia è testimone e vittima, insieme alla sorella più piccola, della violenza che il padre non si trattiene dall’usare anche sulle figlie, oltre che sulla moglie. Fino al giorno in cui la madre, rientrando a casa, trova Christina con la bocca sanguinante perché aveva disturbato il riposo del padre. Questo le fa prendere il coraggio di tornare dai suoi genitori con le bambine e di divorziare dal marito. Due delle canzoni di Christina Aguilera parlano di questa sua esperienza drammatica: I’m ok del 2002 e Oh mother del 2006. Oggi la Aguilera è madre di due bambini, un maschio nato nel 2008 dal suo primo matrimonio e una femmina nata nel 2014.

Christina Aguilera ha venduto milioni di copie e ricevuto moltissimi premi. La rivista Rolling Stone l’ha posizionata al 58° posto nella sua lista dei 100 migliori cantanti, tra i quali è anche la più giovane. La rivista Time l’ha invece inserita nell’elenco delle 100 persone più influenti al mondo nel 2013. Il suo ultimo album è Lotus del 2012.

Come tutte le grandi star si impegna in campo filantropico e utilizza il denaro che il successo le ha portato per aiutare chi è in stato di bisogno. È ambasciatrice delle Nazioni Unite per la fame nel mondo, da anni è convinta sostenitrice dei diritti degli omosessuali ed è sensibile alle difficoltà delle madri sole, la stessa situazione nella quale si è trovata sua madre in fuga dal marito violento: «Molte di queste donne lasciano le proprie case senza niente. Prendono i loro bambini e cercano di uscire da queste situazioni. E così rimangono senza nulla, e devono ricominciare da zero.»

Nel video che vi propongo Christina Aguilera canta dal vivo alla premiazione dei Grammy del 2007 una canzone di James Brown del 1966: It’s a man’s world. La sua interpretazione, la sua voce, la bellissima canzone resero questa esibizione una delle più memorabili dei Grammy (gli americani, che amano le liste, l’hanno messa al settimo posto tra le performance più belle di quella premiazione). La Aguilera qui ha 27 anni.

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10 pensieri su “It’s a man’s world

  1. Mi sorprendi nel leggere i post dedicati alle Donne che cantano, francamente ne sapevo qualcosa ma l’ho sempre evitata perché fa, per semplificare, pop music.
    Prendo nuovamente nota e vedrò ascoltare. Un artista che pensa solo al successo.

    Liked by 1 persona

    • E’ proprio questo il punto: queste cantanti (ma vale anche per i maschi) sono artisti che pensano solo al successo? Se così fosse non varrebbe la pena di prenderle in considerazione, non più artisti ma esecutori.
      Tuttavia ho il sospetto che il pensare solo al successo non provenga tanto da loro quanto dall’industria che li sostiene, prodotti quasi tutti uguali tra loro perché: ricetta che vince non si cambia! E allora vedi quanto diventa importante parlare del loro talento? quello non si compra. Quanto è importante parlare della loro determinazione? Del loro coraggio di cambiare? E poi mi chiedo quanto spazio ci sia per chi non accetta di lavorare con l’industria musicale oggi? Nicchie di artisti talentuosi ma sconosciuti che probabilmente non ascolteremo mai…

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