25 aprile 2017

Liberazione_bologna_21apr1945

Liberazione della città di Bologna, avvenuta il 21 aprile 1945, qualche giorno prima di quella dell’Italia

Ieri era il 25 aprile, l’anniversario della liberazione dell’Italia dal governo fascista e dall’occupazione nazista. Una festa bellissima che sempre riesce ad emozionarmi. In Emilia Romagna abbiamo festeggiato alla grande.

A Bologna c’era Laura Boldrini – dal 2013 Presidente della camera dei deputati – la quale davanti al sacrario dei caduti della seconda guerra mondiale che abbiamo in piazza Maggiore, ha commentato “Piccole foto per grandi uomini.” Ci ha anche detto di aver chiesto la rimozione delle oltre 2500 pagine Facebook che sono legate al fascismo nonché delle oltre 300 che al fascismo inneggiano proprio. Ha citato Calamandrei con la frase “La libertà è come l’aria, ci accorgiamo quant’è preziosa nel momento in cui ci manca”. Poi, in memoria della partecipazione delle donne alla Resistenza, è andata a Villa Spada, un luogo della città dove 128 donne partigiane vennero uccise dai nazifascisti e, ancora, alle scuole elementari Bombicci dove, proprio nei giorni scorsi, è stato realizzato un murale dedicato a Irma Bandiera, anche lei donna, partigiana e bolognese, torturata e uccisa senza pietà.

Sulle nostre colline, a Marzabotto, a ricordare la strage compiuta nel 1944 a Monte Sole dalle truppe naziste, c’era il vescovo di Bologna Matteo Zuppi insieme al Ministro dei trasporti Graziano Delrio (già sindaco di Reggio Emilia). Delrio ha detto “Qui sembrava finisse tutto, per l’orrore, il male, la guerra. Invece è rinata la libertà, la democrazia. La nostra Costituzione nasce da questo giorno, da questa terra, da questo sangue che è stato versato: è un giorno importantissimo per noi.” Queste invece le parole di Zuppi: “Monte Sole e Marzabotto sono dei luoghi, è un unico luogo di grandissima memoria che ci apre alla storia, non soltanto al passato ma al presente e che ci aiuta a costruire il futuro.”

Nella nostra pianura invece, a Carpi, c’era il Presidente della repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha incontrato il comandante Diavolo, nome da partigiano del reggiano Germano Nicolini, che nel ’45 era un ragazzo di 25 anni. Mattarella ha incontrato anche i parenti di Odoardo Focherini, medaglia d’oro al merito civile, iscritto all’albo dei giusti tra le nazioni e beatificato da Benedetto XVI. Focherini era un carpigiano che salvò decine di ebrei dalla deportazione, fu arrestato e morì a 37 anni nel campo di Hersbruck in Germania. Il Presidente della repubblica ha poi visitato il campo di concentramento di Fossoli dove ha detto: “Mai più fascismo. Occorre continuare l’azione che in questo campo di prigionia tante persone immaginavano, per la vita democratica del nostro Paese.”

Infine chiudo il giro tornando di nuovo a Bologna, con i bambini del Coro R’Esistente – quest’anno compie dieci anni – che hanno cantato, in un modo che sempre mi fa venire un groppo in gola, le canzoni dei partigiani. Vi lascio con questo video (dello scorso anno) dove potrete ascoltarli anche voi.

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21 pensieri su “25 aprile 2017

  1. ‘spetta ‘spetta ‘spetta: il comandante diavolo intendi lui?!?

    ma dai, questa è una rivelazione! non pensavo fosse ancora vivo (mi sembra di capire che oggi proprio non ci piglio con le biografie, vedi pirsig…. 😀 :D). ma che bello!
    grazie, non è mai troppo tardi per imparare… 🙂

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