Una ballata del mare salato

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Il mio sogno è di disegnare un giorno una linea composta da punti e con questa linea disegnare tutto. (Hugo Pratt)

Hugo Pratt, nato a Rimini nel 1927, autore di questo indimenticabile romanzo a fumetti, era un uomo appassionato. Amava la vita e le sue follie, gli piaceva divertirsi, ballare e bere in compagnia. E girare il mondo. Il suo amico Milo Manara dice di lui “L’uomo più libero che io abbia mai conosciuto”. Aveva vissuto in diversi paesi: in Etiopia durante l’adolescenza con il padre militare di carriera; in Argentina negli anni cinquanta, all’inizio della sua attività, dove il suo stile fece proseliti e venne invitato a tenere dei corsi alla Escuela Panamericana de Arte; a Londra, negli Stati Uniti, tornò poi in Italia e infine scelse la Svizzera, senza però mai abbandonare i suoi viaggi ovunque. Morì a sessantotto anni senza lasciare eredità ai figli, che tutto gli era servito per vivere. Antirazzista, anarchico, innamorato della cultura ebraica, a quarantanove anni entrò nella massoneria, citata nei racconti a fumetti Favola di Venezia e Wheeling. Il suo “cosmopolitismo umanitario modernissimo”, come dice Michele Serra, si riflette nel suo lavoro e soprattutto nel personaggio di Corto Maltese, il quale è “figlio di una gitana andalusa e di un marinaio bretone, nato a Malta e trascinato in Laguna” e nelle cui pagine si incontrano uomini e donne di tutte le etnie.

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Amava molto anche le donne Pratt, istrionico, affascinante, affabulatore; in Sudamerica si sposò due volte, ebbe ufficialmente quattro figli e, più in là negli anni, riconobbe il figlio di una ragazza india in Amazzonia, anche se sembra che il bambino non fosse suo e il riconoscimento servisse solo a far ottenere alla ragazza dei fondi governativi. Nei suoi rapporti sentimentali però era come il marinaio che non riesce a restare a terra per troppo tempo, con gli occhi guarda lontano sognando irrequieto altri mari e approdi. Non è un caso che parlasse di Corto Maltese come di un compagno di viaggio. Ancora Manara dice di Pratt “Era affascinante e insopportabile. Durissimo. Possedeva diplomazia in dose zero, era capace di essere il più socievole degli amici, il più travolgente degli showman, e appena dopo chiudersi del tutto, respingere chiunque. Era come il mare, il mare che lui ha tanto disegnato, lo stesso fascino e la stessa imprevedibilità, calmo e ospitale e un attimo dopo cupo e pericoloso.”CortoMaltese_9Negli anni settanta i fumetti di Corto Maltese incassarono diverse critiche, vennero considerati avventure d’evasione, perciò decisamente stonate rispetto all’impegno che a quei tempi doveva permeare ogni cosa. Le parole di Michele Serra su questo tema: “Quando Pratt avverte il pregiudizio politico … non fa una piega. Non partecipa al dibattito su se stesso. Si limita a far osservare agli intimi che gli basta e gli avanza l’Ulisse di Dante, fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza, per considerare il viaggio e l’avventura come un genere “rivoluzionario, addirittura eversivo”. E quanto alla evasione, faceva notare beffardo che la parola era ottima perché gli suggeriva piuttosto la fuga dal carcere e la sete di libertà. Manara ricorda qualche breve discussione, subito troncata da Pratt, con giovani estremisti che gli contestavano il presunto disimpegno politico: per lui l’avventura era in sé una dichiarazione politica, presupposto di una condizione umana libera e aperta al nuovo, agli orizzonti sconosciuti, alle persone ignote. Sempre Manara annota in margine (e condivido senz’altro) che molti dei critici di allora di Pratt, all’epoca ferrei tutori dell’ideologia comunista, sono poi tranquillamente approdati alla destra e al potere.”

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Corto Maltese appare per la prima volta nel luglio del 1967 sulla rivista Sgt. Kirk, perciò quest’anno si festeggiano i suoi cinquant’anni. A Bologna pochi giorni fa si è conclusa una bella mostra dedicata a questo personaggio e al suo autore: esposte oltre 400 tavole originali tra le quali tutte quelle di Una ballata del mare salato. Una sorta di esplorazione alla ricerca di Hugo Pratt, attraverso il suo alter ego Corto Maltese ma anche altri suoi personaggi: Ernie Pike, Anna nella jungla, gli Scorpioni del deserto; proiettato inoltre un documentario su Pratt uscito nel 2016 in Francia, per la regia di Thierry Thomas, intitolato Hugo Pratt trait pour trait, che ci mostra il disegnatore mentre balla in Argentina e Amazzonia, arrampicato sui tetti di Venezia, su terrazze in riva al mare mentre fuma e ride vicino alle donne che lo hanno accompagnato per alcuni tratti della sua vita, insieme al suo compagno di viaggi più fedele, Corto Maltese.

CortoMaltese_11 “Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese” diceva Umberto Eco.

Sono ventinove le storie scritte e disegnate da Hugo Pratt che hanno Corto Maltese come protagonista. La prima è Una ballata del mare salato del 1967, l’ultima è Mu del 1988. Sono in ordine cronologico dal 1913 al 1925, a parte l’albo intitolato La giovinezza, pubblicato nel 1981, il quale però in ordine cronologico sarebbe il primo. Ambientato infatti nel 1905 racconta del primo incontro tra Corto e Rasputin, soldato disertore dalla guerra russo-giapponese. Incontro avvenuto grazie a Jack London, all’epoca corrispondente di guerra, il quale trova un passaggio per Rasputin sulla nave di Corto, diretto in Africa alla ricerca delle miniere di Re Salomone. Rasputin, il russo avventuriero senza scrupoli, sarà presente in molte delle storie del Maltese.

Esiste poi un trentesimo albo, pubblicato nel 2015 scritto e disegnato dagli spagnoli Juan Díaz Canales e Rubèn Pellejero, intitolato Sotto il sole di mezzanotte. Il progetto di questo nuovo album nasce per iniziativa di Patrizia Zanotti, milanese di origine argentina, la quale da giovanissima divenne la colorista di Pratt – frequentava ancora la scuola superiore – e che oggi è il direttore della Cong S.A., la società che gestisce tutti i diritti sulle creazioni del fumettista veneziano. Dichiara: “Nei confronti di Corto continuo con la filosofia di Hugo: non ci sono obblighi, ci si lascia e ci si prende. L’anno scorso gli ho voluto ridare nuova vita, secondo le intenzioni già espresse a suo tempo da Pratt, che non voleva che il marinaio restasse vincolato a lui.”

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L’anniversario di Corto Maltese ha coinciso con un’altro cinquantenario, quello del disegnatore Giorgio Cavazzano, il quale festeggia quest’anno 50 anni di carriera disneyana. Ed ecco che, da un’idea di Valentina De Poli e con la sceneggiatura di Bruno Enna, arriva un bellissimo omaggio a Corto Maltese, disegnato proprio da Cavazzano, sulle pagine di Topolino: Topo maltese, una ballata del topo salato, una parodia del celebre fumetto, pubblicata in due puntate sui numeri 3197 e 3198 (1 e 8 marzo 2017) della famosa rivista per bambini.

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Ecco cosa dice lo sceneggiatore Bruno Enna, intervistato da Alberto Brambilla su Fumettologica, di questo lavoro: “Topolino e Corto Maltese possiedono molte più affinità di quanto non sembri, altezza a parte. Sono entrambi avventurieri coraggiosi, ironici, perspicaci e scaltri. In questa specifica avventura prendono botte in testa (o proiettili di striscio) in continuazione, eppure si rialzano sempre e restituiscono i colpi con gli interessi, anche se preferiscono l’intelletto alíla forza bruta. […] L’idea di vedere Topo Maltese disegnato da Giorgio Cavazzano mi ha sostenuto passo dopo passo, influenzando la realizzazione dell’intera sceneggiatura. Praticamente, l’ho scritta per lui. E sono stato ripagato con gli interessi. La sceneggiatura, in casi come questo, resta rispettosamente in sottofondo. Scompare, lasciando il posto alla meraviglia. Giorgio è un gigante del fumetto e credo che abbia realizzato un capolavoro unico nel suo genere: un’opera che rimarrà per sempre. Sono felice di averne fatto parte, in qualche modo.”

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A sinistra Pratt, a destra Cavazzano

Sono 80 le tavole che Cavazzano ha a disposizione per far rivivere la ballata del mare salato. Dice Andrea Bramini su Lo spazio bianco: “In occasione della storia che festeggia i suoi cinquant’anni di carriera, Giorgio Cavazzano dimostra di essersi guadagnato e di meritarsi ancora il titolo di maestro che da anni gli spetta, arricchendo le tavole di Topo Maltese di una perizia grafica, una pulizia del segno e un’accuratezza negli sfondi realmente notevole, tanto che sembra di sentire l’odore di salsedine. Mickey vestito da Corto Maltese, per esempio, è subito a colpo d’occhio affascinante e gli occhi spiritati di Gambarapustin o i tatuaggi di Pippotarao sono dettagli importanti che Cavazzano sa ben dosare, così come l’aspetto di Tunica Nera, semplice ma funzionale e riconducibile a quello del Monaco al quale si ispira. Le ambientazioni e certe vignette costituiscono però il vero fiore all’occhiello della storia: il modo con cui vengono rappresentate le imbarcazioni e il sommergibile, la credibilità di luoghi come la sala macchine di una nave o la capanna di un gruppo di selvaggi e il modo in cui viene tratteggiato il mare basterebbero ad attestare la cura con cui l’artista ha affrontato questa sfida. In aggiunta troviamo vignette quadruple, come quella in cui il catamarano di Topo Maltese e Pippotarao viene colto da una gigantesca onda o come quella dove il protagonista viene afferrato da una piovra gigante, senza contare le sequenze in cui i personaggi finiscono sott’acqua in un tripudio di bolle d’acqua e atmosfera claustrofobica: tutte prove tangibili di una continua ricerca di soluzioni originali, inquadrature efficaci e il modo più adatto per ritrarre una determinata scena, che rendono questa storia una delle prove migliori di Cavazzano. Una ballata del topo salato si connota come un riuscito omaggio allo straordinario personaggio di Hugo Pratt, ma allo stesso tempo anche come una delle storie più genuinamente disneyane degli ultimi anni.”

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19 pensieri su “Una ballata del mare salato

      • La gente senza scrupoli e morale è capace di tutto. Comunque nel mio articolo ho toccato il tema della posizione politica di Pratt, e della conseguente collocazione di Corto Maltese, citando le illuminanti parole di Michele Serra. Il fatto è che la maggior parte della gente ha bisogno di attaccare etichette e se tu non ti sei già appiccicato una scritta in fronte, e Pratt ha evitato accuratamente di farlo, certe persone si sentono in diritto di cesellare una lapide apposta per te.

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      • Corto Maltese mm ha appassionato per decenni, poi la vita di HP è di quelle da film o romanzo … Corto è un personaggio fuori dal tempo, bellissimo leggerlo tutt’oggi.
        Una dote speciale di HP è di aver fuso in fumetto (arte povera) letteratura e poesia e avventura e rispetto per i deboli.
        HP è riuscito ad inserire personaggi realmente esistiti ma considerati minori o scomodi dalla storia ufficiale nei bei racconti di Corto o negli Scorpioni del deserto o in Wheeling. Non parliamo poi dei suoi Splendid acquerelli.
        Uno dei mie preferiti è proprio quello di Pandora o di Morgana.
        Un posto speciale l’hanno sempre avuto le Donne nelle storie di Corto.

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  1. Post bello e interessante! Ho adorato la ballata del mare salato e il tuo approfondimento mi ha fatto apprezzare ancora di più l’autore.

    (Una piccolissima nota: è possibile che in una didascalia sia invertita la destra con la sinistra?)

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  2. ehm… io invece sono tra quelli che considera topolino non tra i “coraggiosi, ironici, perspicaci e scaltri.”, ma solamente un gran paraculo, saccente, indubbiamente onesto ma anche indisponentemente furbo nonché odiosamente sempre con una risposta a tutto. ma forse ho un po’ esagerato XD

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    • A quanto pare il mondo dei lettori di Topolino si divide in due: quelli che adorano Paperino ma detestano il topo. E viceversa. Io ho una teoria, ma non so se ti piacerà: sospetto che quelli che guardano con tenerezza e benevolenza le sfighe e l’inettitudine di Paperino, nonché la sua tendenza a farsi mantenere dai nipoti, siano dei serissimi, onestissimi e arguti Topolino. E viceversa. Per la cronaca, io ho sempre preferito Topolino. Fai un po’ te 🙂

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      • ahah! la teoria è curiosissima e per altro anche condivisibile, ma ti direi che mi metto in una terza categoria: di quelli che da piccoli se ne sono fatti anche una pelle, a leggerne le storie, ma da un certo punto in avanti non hanno più sopportato i fumetti di walt disney né walt disney medesimo in nessuna salsa. 😀
        p.s. OT: saprai già, ma hai visto mai…. http://magazine.terre.it/notizie/rubrica/0/articolo/3304/Prossima-tappa:-Bologna

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        • L’appuntamento è imperdibile per gli appassionati o gli addetti. La fiera del libro per ragazzi a Bologna è stupenda, per me è come passeggiare in mezzo ai sogni dei bambini (peccato che non ci posso portare il mio, i bimbi non sono ammessi). Perché mi segnali Terre di mezzo? Oltre ad essere un ottimo editore c’è qualcosa di tuo “in mezzo”? Dimmelo che nel caso corro a comprarlo 🙂

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        • no, solo perché ricevendo la newlsetter da TdM era il copia-incolla più veloce. a TdM sono stato in ogni caso collegato parecchio, prima scrivendo articoli per altreconomia quando erano una redazione unica e poi, soprattutto, con il teatro (portando spettacoli a falacosagiusta e in giro per milano e poi con un libro, non scritto direttamente da me ma da un’altra persona dell’associazione di teatro).
          ma in che senso “i bimbi non sono ammessi”?!? 😯

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        • L’ingresso è riservato agli addetti del settore (teoricamente). Gli altri anni ai bambini era consentita solo una zona, organizzata da una famosa libreria della città (Giannino Stoppani) riservata alla vendita dei libri e animata con letture e cose del genere.

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