Ribelli

cacucci_ribelli_copertinaI ribelli, cosa sono i ribelli? No, non dico quelli che credono di ribellarsi a qualcosa invece sono solo capricci e vanità, dico i ribelli quelli veri, quelli che combattono contro qualcosa, oppure per qualcosa, quelli che hanno “l’ideale“, quelli che sono proprio degli idealisti.
I ribelli, chi sono i ribelli? Degli sfigati, dei perdenti. Gente che non ha capito niente di come va il mondo. Gente che crede alle favole e fa una bruttissima fine. Dopo aver fatto una bruttissima vita.
I ribelli, a cosa servono i ribelli? A far danni per un po’, a creare scompiglio e magari far morire anche parecchia gente, fino a quando tutto non torna come prima. I ribelli, in fondo, pensaci bene, non servono a niente.

In quanti la pensano così, travolti da quel “magma di cinismo” di cui parla Pino Cacucci? In quanti vedono invece una luce mistica intorno al loro capo? Chissà, forse le aureole luminose dei santi cattolici erano un simbolo di ribellione. Qualche ribelle in effetti lo troviamo anche nelle loro fila: ribelle fu Cristo, lo furono Francesco e Chiara, tanto per citare quelli che conosciamo di più.

Ma a Pino Cacucci non interessano i ribelli per la causa religiosa. A lui piacciono di più quelli che volevano migliorare la vita dei loro simili, a prescindere. Nel libro ogni capitolo è dedicato a un ribelle.

Irma Bandiera, uccisa a 29 anni dopo essere stata brutalmente torturata dai fascisti nel 1944. Proveniva da una buona famiglia della borghesia bolognese ma barattò la sua vita sicura e agiata per diventare staffetta partigiana.

Haydée Tamara Bunke Bider detta Tania la guerrigliera, uccisa a 29 anni nella Bolivia del 1967, lottando al fianco di Ernesto “Che” Guevara per cercare di portare la rivoluzione anche in quel paese poverissimo.

José Gabriel Condorcanqui detto Tupac Amaru II, nato in Perù nel 1738, ucciso a 43 anni e divenuto il simbolo della lotta per i diritti dei popoli indigeni e dell’indipendenza del Perù.

Silvio Corbari, ucciso a 21 anni come partigiano dopo aver fondato una sua brigata e sbeffeggiato i fascisti in molti e coraggiosissimi modi.

Camilo Cienfuegos, ucciso nel 1959 a Cuba a 27 anni, era uno dei leader principali della rivoluzione e rimane nella storia anche per il suo sorriso e il suo buonumore, tanto “sarà una risata che vi seppellirà!”

E ancora Alexandre Marius Jacob, Pancho Villa e John Reed, Nicola & Bart, Argo Secondari, Jim Morrison…

Queste le parole dell’autore:
“Il filo che unisce tutte queste storie così diverse tra loro sicuramente è un sogno di riscatto. Ma anche il sogno di per sé. Se smettiamo di sognare cosa siamo? De André diceva che senza l’utopia l’uomo è una sorta di cinghiale laureato in matematica, sa fare cose stupende per la tecnologia ma gli manca l’anima. Il sogno, che lego anche alla parola utopia, è qualcosa di irraggiungibile ma se smetti di coltivarlo inaridisci. C’è questa schizofrenia, in me e in quelli di cui tento di raccontare le vicende umanissime. Cioè essere cosciente che sei votato alla sconfitta, perché vincono sempre gli altri; essere cosciente che il tuo sogno non si realizzerà, perché hai già esempi nella storia in cui i sogni realizzati diventano incubi: l’ideale del comunismo che diventa stalinismo per fare l’esempio più macroscopico; però al tempo stesso sai che se smetti di camminare in avanti inseguendo questo sogno diventi come gli altri, cioè ti lasci travolgere da questo magma di cinismo e diventi un pezzo di cosa fredda, come tutti quelli contro cui invece vorresti far qualcosa. Il sogno è anche poi al passato, coltivare la memoria di tante piccole persone dimenticate, lottando costantemente contro un oblio, che credo sia la parola che più identifica questa epoca che ci tocca vivere. Dimenticare in fretta è diventata una sorta di regola non scritta, sembra addirittura ce l’abbiano già inoculata dentro senza neanche bisogno di imporla. Maciniamo tutto con una fretta spasmodica e scordiamo non solo ieri ma anche il poche ore fa. Credo che i miei personaggi e io abbiamo questo grande nemico: l’oblio. Ma anche una serie di compagni di strada come i sogni e le utopie.”

Pino, CacucciRibelli, Feltrinelli 2001

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