Violeta Parra

Violeta-Parra-LocandinaNel 2011 il regista cileno Andrés Wood ha girato il film ‘Violeta Parra went to heaven’. Nel 2012 questa pellicola ha vinto il premio come miglior film straniero al Sundance Film Festival ed è stata in nomination ai premi Oscar nella stessa categoria. Ha vinto inoltre numerosi altri premi in vari Festival del cinema sudamericani.

Il film racconta la vita dell’artista cilena, musicista e pittrice, ricamatrice e comunista, nata nel 1917 e morta suicida nel 1967, ispirandosi al libro ‘Violeta è andata in cielo’ scritto da Ángel Parra, figlio della cantante (pubblicato in Italia da Casini nel 2013).

Prima di aver visto questo film, di Violeta Parra sapevo solo che aveva scritto la meravigliosa ‘Gracias a la vida’ e che si collocava nella categoria delle cantanti di protesta, dalla parte delle classi oppresse denunciando le ingiustizie sociali.
Non sbagliavo. Violeta è nata e cresciuta in una famiglia povera, il padre, insegnante di musica, e la madre, modista, vivevano in ristrettezze e i loro dieci figli si ingegnavano sin da piccoli a fare diversi lavoretti, come pulire le tombe al cimitero o come lavapiatti.
Violeta impara a suonare la chitarra e lo farà per tutta la vita, componendo e cantando e facendosi voce di chi voce non ha: “Grazie alla vita che mi ha dato tanto, mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto, così distinguo gioia e dolore, i due materiali che formano il mio canto, e il canto degli altri che è lo stesso canto, e il canto di tutti che è il mio proprio canto.”

Il film però si concentra sulla vita privata di Violeta, sui suoi figli, la sua famiglia, i suoi amori e i suoi sbalzi di umore. La Parra era una donna estremamente volitiva, talvolta addirittura sprezzante. A un giornalista che le chiese: “È vero che lei è comunista?” rispose sarcastica: “Io? Noooo, chi gliel’ha detto? Io sono così comunista che quando mi taglio il sangue mi esce rosso.” L’intervistatore replicò dicendo: “Beh, anche il mio sangue è rosso.” Al che lei, tendendogli la mano, si congratulò dicendo: “Complimenti compagno!”

Nel film, poetico e passionale proprio come era lei, assistiamo ai suoi percorsi interiori, i forti sentimenti che la dominavano, la volontà di viverli sino in fondo e non risparmiarsi nulla. Sino a venirne definitivamente travolta e decidere, a soli quarantanove anni, di togliersi la vita.
Gracias a la vida, la canzone che la rese celebre in tutto il mondo, è stata tradotta in quasi tutte le lingue del mondo e viene cantata dai più importanti musicisti, Joan Baez tra gli altri. Ecco il testo tradotto in italiano:

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato due occhi che quando li apro
perfetto distinguo il nero dal bianco,
e nell’alto cielo il suo sfondo stellato,
e tra le moltitudini l’uomo che amo.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato l’udito che nella sua ampiezza
cattura notte e giorno grilli e canarini,
martelli, turbine, latrati e burrasche
e la voce tenera di chi sto amando.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato i suoni e il vocabolario
e tutte le parole che penso e dico,
madre, amico, fratello, luce illuminante,
la strada dell’anima di chi sto amando.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato la marcia dei miei piedi stanchi,
con loro andai per città e pozzanghere,
spiagge e deserti, montagne e piani
e la tua casa, la tua strada, il tuo cortile.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il cuore che mescola i confini
quando guardo il frutto del cervello umano,
quando guardo il bene così lontano dal male,
quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto,
così distinguo gioia e dolore
i due materiali che formano il mio canto
e il canto degli altri che è lo stesso canto
e il canto di tutti che è il mio proprio canto.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto.

Merita di essere conosciuta di più questa grande artista, che fu tra le altre cose la prima donna latinoamericana ad esporre le proprie opere in una mostra personale al Louvre di Parigi. Il figlio di Violeta, Ángel ha collaborato alla realizzazione del film e ha dichiarato che la capacità interpretativa della bravissima attrice protagonista Francisca Gavilán (che ha suonato e cantato tutte le canzoni presenti nel film) nonché la sua impressionante somiglianza con Violeta, in alcuni momenti particolarmente emozionanti gli hanno reso difficile restare sul set.
Vi invito a guardare questo bel film che potrete trovare in versione integrale su YouTube,

Andrés WoodVioleta Parra went to heaven, Cile, Argentina, Brasile – durata 110′ – genere biografico/drammatico – 2011

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