Le vite di Sacco e Vanzetti

Geary_SaccoVanzetti_2La vicenda di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, arrestati nel 1920 e poi giustiziati sulla sedia elettrica nel 1927 a Boston, continua a novantacinque anni di distanza a suscitare interesse, commozione e indignazione, ci tormentano le stesse domande alle quali gli uomini di un secolo fa non hanno saputo dare risposte certe. Non passerà mai, io credo, il senso profondo della grave ingiustizia che hanno dovuto subire quei due uomini, incarcerati per sette anni con l’accusa di omicidio e poi uccisi nonostante le proteste e gli appelli di tutto il mondo. Ininterrottamente da quasi cento anni si dedicano canzoni a Sacco e Vanzetti, si recitano commedie e girano film, si scrivono libri e si parla di loro, che ci hanno lasciato con queste parole, pronunciate da Vanzetti alla giuria che li condannava a morte: “Mai, vivendo l’intera esistenza, avremmo potuto sperare di fare così tanto per la tolleranza, la giustizia, la mutua comprensione fra gli uomini.”

Il libro di cui vi parlo è stato pubblicato nel 2011 negli Stati Uniti ed è uscito in Italia nel 2014 per le edizioni Panini. Si tratta di un romanzo a fumetti scritto e disegnato da Rick Geary, illustratore nato nel 1946 a Kansas City, che ha firmato graphic novel biografiche anche su Lincoln, Trotsky, J. Edgar Hoover.

In questo libro Geary ripercorre la storia di Sacco e Vanzetti e, come un investigatore, ricostruisce in modo puntiglioso gli eventi dello sfortunato giorno in cui il cassiere di un calzaturificio e una guardia giurata, che lo stava accompagnando a distribuire gli stipendi ai dipendenti, vennero rapinati e uccisi. Con un ritmo incalzante – dovuto anche alla particolare Geary_SaccoVanzetti_3tecnica adottata da Geary, che dedica ogni vignetta a un’ambientazione o un personaggio diverso da quella precedente, creando in questo modo la sensazione di accelerare i tempi e le situazioni, eliminando completamente ombreggiature e mezzi toni, incorniciando ogni riquadro quasi ciascuno fosse auto-conclusivo – l’autore ci conduce fino ai protagonisti i quali, pur avendo testimoni della loro presenza in luoghi lontani da quello del crimine, vengono comunque accusati e processati. E condannati.

Perché?

Voi forse saprete già della brutta abitudine che hanno talvolta gli anarchici, cadono dalle finestre dei commissariati di polizia e non sopravvivono al salto. Andrea Salsedo morì così, a New York nel 1920 all’età di trentotto anni. Era un tipografo, editore, sindacalista e scrisse anche alcuni articoli per la rivista Cronaca sovversiva. L’Fbi lo stava interrogando ma lui preferì, secondo la versione del federal bureau, suicidarsi saltando dal quattordicesimo piano. Salsedo era un anarchico, come Sacco e Vanzetti. Dopo la sua morte i due amici organizzarono un comizio, per protestare e far luce sulla morte di Salsedo, ma la polizia li arrestò prima che questo avesse luogo. Erano considerati sovversivi e agitatori, avevano alle spalle una fuga in Messico insieme a tutto il collettivo anarchico, del quale facevano parte insieme a Salsedo, per evitare la chiamata alle armi e per questo erano tutti sulla lista nera del Dipartimento di Giustizia americano. La concomitanza tra il loro arresto e l’omicidio al calzaturificio fornì alla polizia l’occasione per accusarli anche di quel crimine. Creare un precedente esemplare, che servisse da monito a tutte le teste calde che in quegli anni parlavano di giustizia, uguaglianza e diritti.

Geary_SaccoVanzetti_9Avrete certamente notato che qualcos’altro, oltre agli ideali anarchici, accomunava Salsedo, Sacco e Vanzetti. Erano tutti e tre italiani, erano stranieri, immigrati. L’autore di questo fumetto, Rick Geary commenta così: “Una vicenda come quella di Sacco e Vanzetti? Certo che si potrebbe ripetere negli Stati Uniti di oggi. Se ci pensi basta sostituire ‘musulmano’ e ‘terrorista’ alle parole ‘italiano’ e ‘anarchico’.”
I pregiudizi del giudice che presiedette il processo e che, con potere praticamente illimitato, poté condizionarne l’andamento, furono evidenti già da allora a chi volesse guardare con mente aperta ciò che stava avvenendo. Molti intellettuali, tra i quali Albert Einstein, George Bernard Shaw e John Dos Passos, si espressero a favore di un nuovo processo. Furono raccolte decine di migliaia di firme e, quando venne resa nota la data dell’esecuzione, a Boston si tenne una manifestazione che durò addirittura dieci giorni. Persino il governo guidato da Mussolini, nonostante le differenti idee politiche, prese posizione a sostegno dei due italiani. Ma, come si sa, a nulla valsero tutte le iniziative e le dichiarazioni di solidarietà e indignazione.

Tra tutti gli omaggi resi a questi due uomini sfortunati vorrei, in chiusura, ricordare la bellissima canzone scritta da Ennio Morricone e cantata da Joan Baez “Here’s to you”. Questo è il testo: “Here’s to you Nicola and Bart, rest forever within our hearts, the last and final moment is yours, that agony is your triumph.” Questa è per voi, Nicola e Bart, riposate per sempre nei nostri cuori, il momento ultimo e finale è vostro, quell’agonia è il vostro trionfo.

Rick, Geary – Le vite di Sacco e Vanzetti, Panini 2014 (scritto nel 2011)

Annunci

6 pensieri su “Le vite di Sacco e Vanzetti

    • Dario Fo e Franca Rame nel 1970 scrissero il testo teatrale “Morte accidentale di un anarchico” ispirandosi alla vicenda di Giuseppe Pinelli che l’anno prima era morto cadendo dalla finestra di un commissariato di polizia di Milano. Tuttavia dopo una quarantina di processi (!) a causa del testo di questo spettacolo, Fo e Rame decisero di spostarne l’ambientazione dall’Italia agli Stati Uniti usando il nome di Andrea Salsedo invece di quello di Pinelli.

      Liked by 2 people

  1. Pingback: Here’s to you | Tratto d'unione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...