Pratiche applicazioni di un dilemma filosofico

PraticheApplicazioniDilemmaFilosofico1Ah, grazie Mr McCall Smith. Ci sono molti motivi per cui la lettura di questo libro ci mette di buon umore.
Anche se Isabel Dalhousie, la protagonista, ci fa quasi antipatia nella sua imperfetta ma equilibratissima vita, continuiamo con interesse a leggere ciò che le succede, forse perché nella serie di libri dedicati a questa strana detective troviamo addirittura la risposta ad alcuni quesiti legati alla nostra stessa vita.
Per esempio: vi stavate chiedendo se non fosse il caso di cambiare medico dopo aver sentito il vostro, in cerca di moglie, affermare che ci si innamora più facilmente di una persona bella perché la bellezza è una virtù? Ebbene, forse il vostro medico ha solo dato voce a una verità scomoda da ammettere. Ecco quanto potrete trovare nel libro a pagina 95 (ed. TEA): “Semplicemente a Cat piacevano gli uomini alti e aitanti. Poteva anche essere semplice, ma non per Isabel. Secondo lei era lecito avere delle preferenze riguardo all’aspetto fisico, ma le pareva strano che costituissero il fattore determinante nella scelta di un compagno. Per esempio, c’era chi andava matto per la combinazione di capelli scuri e occhi azzurri; ma quello stesso individuo avrebbe desiderato ugualmente la compagnia di persone dai capelli scuri e occhi azzurri che non avevano niente da dire, oppure che dicevano solo banalità o sgradevolezze? Pensava di no. Il problema era che saremmo sempre stati destinati a ricercare la bellezza, nostro malgrado; volevamo stare al cospetto della bellezza per poterla assorbire in qualche modo, perché ci arricchiva la vita, ci rendeva più belli. Questo valeva anche per chi era già attraente: bellezza cerca bellezza.”
Altro esempio: vi stavate chiedendo, con amaro stupore, come mai quelli che credevate amici vi abbiano invece trattato, l’ultima volta che vi siete riuniti, come se voi foste da deridere o biasimare? Avevate già cominciato ad indagare le profondità dei vostri sensi di colpa, delle omissioni, dei torti fatti magari involontariamente? Ebbene forse non è niente di tutto ciò. A pagina … troverete: “ … “ ve lo dico con parole mie perché non riesco a trovare la citazione: una battuta divertente prevede una vittima. Ecco, ora a voi non resta che decidere quanto affetto attribuire a chi decide che la vittima possiate essere voi.
Il buon umore ce lo dà anche un altro breve passo dove scopriamo che noi italiani, ormai depressi da anni di politica incivile, condividiamo con la civilissima Scozia alcune pessime abitudini: “Grace era al colmo dell’indignazione. Aveva visto un programma televisivo in cui erano stati analizzati i rimborsi spese di un gruppo di parlamentari presi a caso. Uno aveva richiesto , in base alle norme, una bella cifra per far togliere le alghe dallo stagno del suo giardino. Un altro aveva fatto assumere un bel po’ di parenti , nessuno dei quali pareva a Grace particolarmente qualificato per il posto in questione. E li paghiamo noi! Sbottò.”
Ma le riflessioni di Isabel non si riducono a questi pochi appunti che ho preso, la sua testa è continuamente distratta da pensieri che corrono sui binari della logica e della deduzione e in questo romanzo in particolare si domandano: “come ci si sente quando si prova una profonda vergogna di se stessi?”.

Alexander, McCall SmithPratiche applicazioni di un dilemma filosofico, Guanda 2011 (prima pubblicazione 2008)

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5 pensieri su “Pratiche applicazioni di un dilemma filosofico

  1. Questo libro mi ispira ma l’autore non è tra i miei preferiti. Ho letto il primo libro della sua lunga serie di racconti africani e non mi è piaciuto un granché, forse avevo aspettative troppo alte in partenza perché molti mi avevano detto quanto fosse bravo e originale McCall Smith come scrittore. Forse gli darò una seconda possibilità, grazie!

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    • Può essere che questo autore deluda, infatti la sua scrittura è (solo) apparentemente piatta (la stessa impressione che mi dà Tracy Chevalier, non so se la conosci, un’altra scrittrice che mi piace). Ma, perseverando e arrivando a sintonizzarsi con la sua poetica, potrebbe accadere che uno smorto bianco e nero si riempia improvvisamente di colori. Credo che dipenda dal fatto che McCall Smith preferisce scrivere delle piccole cose, nei suoi libri mancano colpi di scena ed emozioni forti. A lui piace la quotidianità, tocca con parole leggiadre i risvolti dei nostri sentimenti accontentandosi di restare nella “normalità”, a lui interessano le relazioni tra le persone e i principi che le governano (o dovrebbero farlo).

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      • Adoro Tracy Chevalier, è una delle mie scrittrici preferiti, uno dei pochi autori americani che seguo religiosamente, prenotando le nuove edizioni prima ancora che escano. Non riesco a leggerla in lingua originale perché tratta temi talmente specifici, come i fossili per esempio, usando termini tecnici che non conosco e che mi impediscono di capire bene la storia. Però anche in italiano si legge bene. Non avevo mai pensato che McCall Smith potesse essere visto in questa chiave di lettura, lo leggerò sicuramente.

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