Olive Kitteridge

olivekitteridge1Questo libro, scritto da Elizabeth Strout, scrittrice statunitense, ha vinto il premio Pulitzer nel 2009. E’ un libro molto bello, una sorta di romanzo in forma di racconti, o, se preferite, una raccolta di racconti in forma di romanzo. Quest’anno – 2014 – ne è stato fatto un adattamento cinematografico, un long movie di quattro ore pensato per la televisione e interpretato dalla bravissima attrice Frances McDormand che, dopo averlo letto ed essersene innamorata, ha acquistato i diritti del romanzo della Strout.

Ma il fatto è che dall’inizio capisci subito che la protagonista del libro che hai tra le mani, quella che ti accompagnerà fino all’ultima pagina, l’eroina del libro, quella a cui ti dovrai interessare e anche affezionare, ecco lei è una vera stronza. Non ci sono dubbi, hai a che fare con una che se la incontrassi nella vita reale detesteresti. Questa franchezza dell’autrice, che non ci costringe a lunghe meditazioni postume per arrivare a capire che abbiamo tifato per una donna insopportabile, ci solleva e alleggerisce. Olive è talmente antipatica che non ci stupisce neanche quando compie atti degni di una psicopatica. E’ talmente egoista che non ci sorprende l’odio del figlio. E’ talmente boriosa che l’amore che suo marito prova per lei è per noi un mistero. Il libro è scritto benissimo, la precisione con cui la Strout riesce a descrivere certe sensazioni è veramente da gratitudine, come in una rivelazione anche tu che leggi pensi: è vero, è proprio così, anche io. Il finale riassume in sè il significato e il senso stesso della vita: una forza che non si può contrastare e che ti porta anche al di là di te stesso, di quello che volevi, dei limiti che ti eri posto. Ciascuno di noi cede alla forza della vita.

Elizabeth, StroutOlive Kitteridge, Fazi 2009 (prima pubblicazione 2008)

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10 pensieri su “Olive Kitteridge

  1. Un gran bel romanzo, mi ricorda tante cose – sospiro – e lo terrò sempre con me.
    L’atipicità del personaggio, come hai giustamente evidenziato, è la cosa migliore. Non è facile oggettivamente renderla protagonista, Olive, ma la Strout lo fa magicamente, alla fine sembra naturale e scontato, ma non lo è affatto.
    Ho letto anche I ragazzi Burgess, meritevole pure.
    Ho inoltre chiamato Lizzy (in onore alla Strout) una delle mie gatte.

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  2. L’autore dovrebbe pagarti per la pubblicità, questa è la recensione più convincente che io abbia mai letto! Vado subito a cercare il libro!
    PS: ieri per tutto il giorno non sono riuscita a caricare questa pagina, né la homepage del tuo blog, però oggi s’è aperto senza problemi 🙂

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  3. Finalmente l’ho letto. È vero: si tifa per lei, nonostante sia una donna che non mi piacerebbe conoscere, men che meno avere come madre. Eppure tutto il libro è disseminato di indizi della sua umanità imperfetta.

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