Vita agra di un anarchico

991d5-vita_agra_anarchicoLuciano Bianciardi è stato un bibliotecario, scrittore e giornalista toscano nato nel 1922 e morto nel 1971 all’età di 49 anni non ancora compiuti.

Pino Corrias, anche lui scrittore e giornalista, scrive magnificamente la storia di Luciano Bianciardi. Ho ammirato il suo equilibrio, non c’è mai eccesso nelle sue parole, eppure ce n’è stato molto nella vita di Bianciardi. La delicata operazione di raccontare una persona Corrias riesce a trattarla con grazia, senza per questo arrivare a essere prudente o trattenuto. E come avrebbe potuto, impossibile altrimenti avvicinare un’esistenza come quella di Bianciardi caratterizzata da sentimenti così esasperati. Durante tutta la lettura non ho potuto fare a meno di chiedermi: da dove? Da dove è originata la vocazione all’autodistruzione di Bianciardi? Dalla madre che non si trattiene dal fare la maestrina anche in casa? Dalla seconda guerra mondiale alla quale Bianciardi partecipa? Da un padre affettuoso ma troppo normale, al quale non avrebbe potuto assomigliare neanche volendo e, forse, lo ha voluto troppo? E poi che domanda è da dove? E alla fine che importa. Neanche col senno di poi sarebbe servito a salvarlo. Ma salvarlo da cosa? Da se stesso? E per farne che? È già un miracolo che uno come lui, senza ambizione ma con tante cose da dire, sia riuscito a dirle, anche a noi. Insomma, non è facile capire Bianciardi ma Corrias ci conduce dipanando la matassa e suggerendo connessioni e effetti. La Milano a cavallo tra gli anni 50 e i 60, Giangiacomo Feltrinelli, gli amici Carlo Cassola e Carlo Ripa di Meana (a cui dedicò il suo libro più famoso “La vita agra”) e gli altri intellettuali che incontrò e con i quali lavorò e visse, un panorama sulla storia recente della nostra nazione e su come “il lavoro culturale” (così intitolò il suo primo libro a sfondo autobiografico) sia stato determinante per l’Italia di quegli anni. Oggi leggiamo con sgomento quanto a lungo sia durato il suo suicidio, con quanta determinazione lo abbia portato a termine, bevendo fino a morirne, giorno dopo giorno con lucida consapevolezza, riuscendo a smarrire tutti gli amici e conoscenti, facendo il deserto intorno a sé. Al suo funerale parteciparono solo quattro persone.
Pino, Corrias – Vita agra di un anarchico, Baldini & Castoldi 1993
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4 pensieri su “Vita agra di un anarchico

  1. Anche a me lo hanno regalato e sono stata travolta dal racconto di questo uomo intelligente, che aveva un'anima grande ma travagliata e dolente. Un libro utile anche per conoscere un periodo storico particolare, una fettina di quella Milano che ha influenzato il cambiamento dell'Italia del dopoguerra.

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