Terzine incatenate di versi endecasillabi (alla maniera di Dante Alighieri)

Ho usato la tecnica della “terza rima” inventata da Dante Alighieri per la sua Commedia (divina), ma per un tema decisamente più attuale.

Il politico

Stai camminando di fianco al potente
Gli occhi abbassati la faccia di cera
Seppur vorresti non sei indifferente

Nella tua mente c’è grande bufera
Il tuo sorriso si storce contratto
Ti devi arrendere non c’è maniera

In parlamento ti senti inadatto
Quel che volevi, ormai l’hai capito
Puoi ottenerlo soltanto ad un patto

Che per un poco di bene pulito
Devi pagare un prezzo assai alto
E tu oramai ti senti sfinito

Quando dall’alto ti affacci allo spalto
E te li vedi aggrappati agli scranni
Ti viene voglia di farlo, quel salto

Come una bomba innescata da anni
Un’esplosione deflagra impietosa
È la tua rabbia che vuole far danni

Ma sono sogni lo sai, non è cosa
Puoi solo andartene e dar fallimento
Che la politica è ormai velenosa

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