Un libro sotto l’albero: L’arte perduta della gratitudine

Avete mai temuto di sembrare pedanti con la vostra correttezza, i vostri imperativi categorici e quella necessità morale che prende forma in certi silenzi o, talvolta, troppe parole? Vi è successo di venire salutati da una compagnia di snob in piena discussione, abbandono del campo per disinteresse alla disputa? In questo caso forse appartenete al tipo umano di Isabel Dalhousie, filosofa di professione, detective per curiosità, protagonista di una fortunata serie. Ma fate attenzione, il confine tra la necessità di rettitudine e la meschinità spirituale è labilissimo ed è bravo l’autore Alexander McCall Smith, con la sua scrittura leggiadra, a tenere il suo personaggio entro i territori di ciò che è umanamente possibile. Isabel è infatti dotata di una capacità oggi molto spesso sottovalutata oppure fraintesa: la compassione o, se preferite, la comprensione. Qualcuno sostiene che le sue “indagini” siano solo un modo per impicciarsi dei fatti degli altri e, in effetti, possono anche esser viste così, noi però preferiamo considerarle come vorrebbe lo scrittore, cioè occasioni per interrogarsi su cosa ci faccia davvero sentire bene, in pace con noi stessi e il mondo. Questo è il quinto libro della serie tradotto in italiano e sono grata (!) a questo amato scrittore per averci regalato un libro dedicato all’arte perduta della gratitudine. A pensarci bene poi, forse questo è veramente il libro giusto per un albero di Natale!
Anche questo post, come il precedente, ha partecipato al concorso “Un libro sotto l’albero” organizzato da Cartaresistente: “Racconta il libro desiderato, quello che non hai ancora comprato e del quale rimandi continuamente l’acquisto…”.
Di nuovo grazie a Cartaresistente per l’ospitalità.
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Un pensiero su “Un libro sotto l’albero: L’arte perduta della gratitudine

  1. Questi i commenti che sono stati pubblicati sul sito Cartaresistente dove è apparso per la prima volta questo post:

    Pendolante: A volte penso che la necessità di rettitudine appartenga solo ai personaggi dei romanzi, ma poi mi guardo attorno e ancora la vedo e il pessimismo si ridimensiona.
    Risposta: Sì è vero, sono tante le persone che si comportano seguendo valori morali condivisi. Ce ne sono altre che hanno personali “valori morali” non proprio condivisibili… ma questo è un altro discorso 🙂

    Tramedipensieri: Alla mia lista dei desiderata avrei aggiunto anche questo titolo 🙂 (esagero sempre io eh…).
    Risposta: Ciao Tramedipensieri, grazie per il voto!

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