Un libro sotto l’albero: Storia di chi fugge e di chi resta

Il libro che vorrei sotto l’albero di Natale è “Storia di chi fugge e di chi resta”, l’ultimo di una trilogia. Chi sarà delle due protagoniste quella che è fuggita e chissà se è più semplice fuggire oppure restare. Nel 2011 è uscito il primo libro, “L’amicageniale”, Elena e Lila sono alle elementari, così povere da dover lottare anche per le parole, condividendo la stessa volontà, la stessa forte, inesorabile sommossa dell’intelligenza. L’anno dopo viene pubblicato il secondo, “Storia del nuovo cognome”, ed è già precocemente l’ora del coraggio, potremmo parlare a lungo di chi tra le due lo sia stata di più. Ora appare in libreria il terzo e ultimo libro sulla loro amicizia, perché è questo sentimento la potente corda che le lega, anche se per anni non si vedono, anche se le loro vite sono diverse; sono cresciute insieme e il tempo e la distanza non riescono a sbriciolare il metro che sono sempre state, intimamente, segretamente, l’una per l’altra. Parla delle donne questa narrazione, è piena degli inciampi che ci obbligano a rallentare, ci fanno cadere, che ci stancano sempre troppo. C’è chi dice che dietro il nom de plumedell’autrice Elena Ferrante si nasconda un uomo, io non lo credo. La Ferrante ha scritto romanzi assoluti sulla durezza di essere donna come “L’amore molesto” oppure “I giorni dell’abbandono”, e io preferisco pensare che il misterioso nome di questa scrittrice nasconda una donna, che scrive di sé scrivendo di me.
Questo post ha partecipato al concorso “Un libro sotto l’albero” organizzato da Cartaresistente: “Racconta il libro desiderato, quello che non hai ancora comprato e del quale rimandi continuamente l’acquisto…”.

Grazie a Cartaresistente per l’ospitalità.

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3 pensieri su “Un libro sotto l’albero: Storia di chi fugge e di chi resta

  1. Questi i commenti che sono stati pubblicati sul sito Cartaresistente dove è apparso per la prima volta questo post:

    Cinziarobbiano: Personalmente credo ci voglia più coraggio a restare… anch’io voglio pensare che dietro Elena ci sia davvero una donna, anche se l’idea che sia maschio apre una speranza verso la comprensione.
    Risposta: Partire, restare… spero di non trovarmi mai di fronte a questo dilemma…

    Tramedipensieri: Il coraggio è fare scelte che non sono “libere”… forzature, comunque. Penso eh…
    Risposta: Scelte non libere non sono scelte, il coraggio a quel punto è accettare di non essere libere. E chissà se ci vuole più coraggio a scegliere di essere libere oppure ad accettare di non scegliere? Mi sa che con tali argomenti potremmo partecipare alla rubrica Dicotomie di Cartaresistente 😉

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